Nel Mugello sembra di rivivere un copione già visto: anche quest’anno, come nel 2024, i cittadini si trovano a fare i conti con la chiusura simultanea di Via Bolognese e della linea ferroviaria Faentina, due delle principali arterie che collegano il territorio con Firenze. A denunciarlo è il Consiglio comunale di Vicchio, che ha approvato all’unanimità una mozione durissima nei toni e chiara nella sostanza: “una situazione inaccettabile”, che sta mettendo in ginocchio lavoratori, pendolari, studenti e imprese.
Il documento approvato rimarca come da anni il Mugello soffra di gravi criticità nei collegamenti con il capoluogo toscano, rese ancora più evidenti nei mesi estivi, quando i lavori infrastrutturali si sommano alle carenze croniche del servizio. Quest’anno, tra il 13 luglio e il 10 settembre, Publiacqua ha previsto la chiusura totale di Via Bolognese tra La Lastra e Via Salviati per interventi alla rete idrica. Contemporaneamente, dal 2 agosto al 7 settembre, sarà sospeso anche il traffico ferroviario sulla linea Faentina per lavori di RFI/Trenitalia, che comporteranno l’interruzione del tratto via Vaglia.
Una combinazione di cantieri che, come sottolineato nella mozione, si poteva e si doveva evitare, considerando che già nel 2024 lo stesso scenario aveva generato forti disagi. Il problema non è solo logistico: riguarda la qualità della vita di chi abita nel Mugello, ma anche l’attrattività turistica del territorio, che rischia di subire un ulteriore contraccolpo in un momento chiave per l’economia locale.
“Il disagio è continuo, costante, strutturale” – si legge nel testo del Consiglio – “e colpisce un territorio che ogni giorno deve fare i conti con trasporti inadeguati, servizi insufficienti e abbonamenti sempre più costosi”. A preoccupare è l’assenza di pianificazione: lavori programmati nello stesso periodo, su due direttrici essenziali per la mobilità, finiscono per isolare l’intera vallata.
Sebbene Trenitalia abbia previsto servizi sostitutivi con autobus, la soluzione viene definita insufficiente. I tempi di percorrenza aumentano sensibilmente e i disagi si moltiplicano, aggravati dal fatto che non sono previste riduzioni sugli abbonamenti ferroviari. Resta attiva solo la linea via Pontassieve, che però ha tratte più lente, frequenti cancellazioni e problemi legati a materiale rotabile obsoleto e infrastrutture inadeguate.
Il Consiglio di Vicchio non nega l’importanza degli investimenti in corso su rete idrica e ferroviaria, ma punta il dito contro la mancanza di coordinamento tra enti. Una situazione che si riverbera negativamente anche sul comparto turistico: “I disagi nei collegamenti non solo scoraggiano i pendolari, ma disincentivano anche i turisti a raggiungere il Mugello, danneggiando strutture ricettive, ristoranti, agriturismi e attività locali”.
Il malcontento è generale e trasversale. La mozione votata dal Consiglio chiede una presa di posizione netta del Comune di Vicchio, che deve farsi portavoce di un’azione congiunta con gli altri Comuni mugellani e romagnoli. L’obiettivo è ottenere un migliore coordinamento nella pianificazione dei lavori, potenziare i servizi sostitutivi e evitare che episodi del genere si ripetano negli anni a venire.
“Non è accettabile che, in una valle che già fatica a restare connessa, si creino ulteriori ostacoli per settimane intere, penalizzando migliaia di persone”, si legge in chiusura della mozione. Da qui l’invito formale al sindaco di Vicchio e alla giunta a portare la questione nelle sedi competenti, dall’Unione dei Comuni del Mugello alla Città Metropolitana di Firenze, fino alla Regione Toscana, affinché il problema venga affrontato in modo strutturale e non più con soluzioni tampone.
Il rischio concreto è che la montagna resti isolata, proprio nei mesi in cui dovrebbe esprimere il meglio di sé. Un déjà vu che il Mugello non può più permettersi, né sul piano della vivibilità quotidiana né su quello economico.

