Cresce l’attesa per il Gran Premio d’Italia al Mugello, e con essa cresce anche l’orgoglio di chi, da dietro le quinte, lavora tutto l’anno per trasformare questo evento in uno dei momenti più attesi della stagione motociclistica. Paolo Poli, direttore del circuito toscano, ci ha raccontato in anteprima il bilancio di questi mesi di preparativi, tra promozione, sicurezza e visione strategica.
“Non può che essere un bilancio positivo”, ha esordito Poli, facendo riferimento ai numeri delle prevendite, ormai chiari e stabili, che indicano una partecipazione molto vicina a quella del periodo pre-pandemia. “Siamo certi di avvicinarci ai 160-170.000 spettatori nei quattro giorni del weekend,” ha spiegato, sottolineando l’importanza di questo risultato, soprattutto in un contesto complicato da difficoltà economiche e tensioni internazionali.
Ma il GP del Mugello è molto più di un semplice evento sportivo. È uno spettacolo a 360 gradi, una celebrazione di passione e appartenenza che richiama tifosi da tutta Italia e, sempre più, dall’estero. “Il nostro è un Gran Premio che si fa notare anche oltre i confini nazionali,” afferma Poli. Un traguardo che non arriva per caso, ma è frutto di investimenti costanti sia sulla promozione dell’evento che sulla sicurezza, da sempre una priorità per il circuito.
Nonostante il campionato attuale presenti una competizione meno accesa di quanto sperato – con Marc Márquez in netto vantaggio su Francesco “Pecco” Bagnaia – la fiducia nei confronti del campione italiano resta alta. “Pecco qui ha sempre dato il meglio. Tre vittorie consecutive al Mugello sono un biglietto da visita importante,” ricorda Poli, confidando in una prestazione che sappia infiammare il pubblico e rendere memorabile il weekend.
Un legame forte con il territorio
Un altro punto cardine dell’organizzazione è il rapporto con il territorio. Il Mugello non è solo un circuito: è un motore economico e sociale per tutta l’area circostante. Più di 4.000 biglietti sono stati acquistati da residenti locali, segno evidente dell’attaccamento della popolazione all’evento.
“È un gioco di squadra,” spiega Poli, “in cui tantissime associazioni, Pro Loco e cittadini collaborano per garantire servizi essenziali ai visitatori.” Un meccanismo virtuoso che genera ricadute economiche concrete e allo stesso tempo rafforza il legame affettivo tra comunità e autodromo.
Il cambio di data: una scelta strategica
La novità di quest’anno è anche nella data: per la prima volta il GP è stato spostato rispetto alla sua collocazione tradizionale di fine maggio. “Abbiamo voluto fare un esperimento, sia per motivi climatici sia per cercare di evitare il fastidioso fenomeno del polline che negli ultimi anni aveva creato non pochi problemi,” dice Poli.
Una scelta che sarà valutata attentamente alla luce dei risultati, con la possibilità di mantenerla o tornare alla data originaria. La decisione, però, non verrà presa in fretta. “Aspetteremo di avere tutti i dati per decidere con lucidità,” chiarisce il direttore.
Investimenti continui per un’esperienza unica
Non mancano, come sempre, le iniziative pensate per arricchire l’esperienza del pubblico. Dall’invasione di pista con festa finale agli spettacoli serali, il Mugello punta a offrire molto più di una gara. “Oggi non basta più organizzare una corsa, bisogna costruire un evento che lasci il segno,” afferma Poli.
In un mondo dove gli altri circuiti possono contare su supporti economici significativi da parte di governi e regioni, il Mugello si muove in autonomia, cercando di bilanciare le spese con una gestione oculata. “Se resti fermo, torni indietro,” dice Poli con realismo. “Per questo continuiamo a investire, pur con risorse limitate.”
Un talento locale: Guido Pini
A completare il quadro di quest’anno c’è anche una bella storia tutta mugellana: la presenza in gara del giovane talento Guido Pini. “È un ragazzo straordinario, non ha bisogno del nostro aiuto perché il talento ce l’ha già,” afferma con orgoglio Poli. “Ma è motivo di grande soddisfazione vederlo correre qui, nella sua terra.”
Il Mugello, ancora una volta, si prepara a regalare un’esperienza irripetibile. Un evento che, pur nella complessità del presente, guarda al futuro con ambizione e concretezza. Con un’organizzazione salda, una comunità coinvolta e una visione che va oltre la pista, il Gran Premio d’Italia si conferma una delle eccellenze del motorsport internazionale.
La nostra intervista audio al Direttore Paolo Poli
