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Mugello, dimensionamento scolastico: scelta nell’interesse di famiglie e studenti. Una nota critica di Rifondazione Comunista Mugello

di Leonardo Romagnoli

Mugello, dimensionamento scolastico: scelta nell’interesse di famiglie e studenti

Riorganizzazione affrontata in riunione del 20 novembre da rappresentanti di Comuni e scuole

L’istituzione dell’Istituto comprensivo Scarperia-San Piero e Firenzuola e dell’Istituto Omnicomprensivo costituito dall’aggregazione dell’IC sottodimensionato di Marradi-Palazzuolo con l’IIS Giotto Ulivi. E’ quanto deciso dalla Conferenza zonale per l’Educazione e l’Istruzione del Mugello, composta dagli assessori all’Istruzione dei Comuni. E’ del 20 novembre, esattamente una settimana fa, la decisione discussa e alla fine condivisa dalla rete delle scuole del Mugello, rappresentate da dirigenti e delegati degli istituti scolastici di ogni ordine e grado, dall’infanzia alle superiori. Una decisione che “salva” le scuole di montagna, gli istituti comprensivi di Firenzuola e Marradi-Palazzuolo sul Senio che risultano sottodimensionati, cioè con un numero di alunni inferiore agli standard fissati dalla normativa statale per l’assegnazione del dirigente scolastico. Il mantenimento delle due scuole sottodimensionate, infatti, non sarebbe stato accettato nel Piano Regionale.

Nonostante i tentativi e le sollecitazioni istituzionali per mantenere i due istituti comprensivi distinti, pur sottodimensionati, “in funzione di presidio scolastico nelle aree montane”, la Regione ha informato i Comuni che questa strada non era più percorribile. In considerazione delle criticità sul funzionamento degli istituti sottodimensionati (senza dirigente né reggente), si sono esaminate necessariamente altre ipotesi.

Così, per salvaguardare e garantire il funzionamento del servizio scolastico, di famiglie e studenti, comprese le esigenze dei due istituti dell’Alto Mugello, la Conferenza zonale ha proceduto a una serie di verifiche e simulazioni di accorpamenti possibili sul territorio, supportate anche da analisi, fino a valutare come “le uniche soluzioni al momento percorribili” quelle di “istituire l’IC Scarperia-San Piero e Firenzuola aggregando i plessi dell’IC Firenzuola e dell’IC Scarperia e San Piero, e istituire l’Istituto Omnicomprensivo che prevede l’aggregazione dei plessi dell’IC Marradi-Palazzuolo con l’IIS Giotto Ulivi”. L’unica scelta praticabile, nell’interesse di famiglie e studenti, per evitare che, in assenza di una proposta degli enti locali, calassero decisioni unilaterali e penalizzanti per il territorio.

Un’unica scuola da Borgo a Palazzuolo passando per Marradi. 
Didattica innovativa? No, solo esigenze di risparmio
Il Mugello non ha mai brillato per quanto riguarda il diritto all’istruzione. Non possiamo dimenticare l’interminabile vicenda dell’adeguamento sismico del plesso Giotto Ulivi –Chino Chini, che proprio in questi mesi è interessato da ulteriori lavori di consolidamento, né la tanto promessa nuova palestra dell’Istituto Chino-Chini o l’annosa questione delle aule-container. Se questo non bastasse, in questi ultimi giorni, per via traverse, si scopre anche che l’Istituto superiore Giotto Ulivi andrà a formare un unico istituto omnicomprensivo con quello già esistente di Marradi-Palazzuolo. Questo avrebbe dovuto avvenire entro il 26 novembre, ma siccome l’Unione dei Comuni del Mugello non si era ancora pronunciata, era stata concessa una proroga al 5 dicembre, data entro la quale si potevano coinvolgere tanto il Consiglio dell’Unione dei Comuni, quanto le parti in causa, ovvero le dirigenze e il personale scolastico. Si è preferito invece decidere subito e si è deciso per il peggio, solo per ottemperare senza criterio alle indicazioni della Regione Toscana.
Nella scorsa estate quest’utima aveva infatti approvato gli indirizzi per la riorganizzazione degli istituti che non raggiungono una soglia di studenti prestabilita (nel caso di Marradi-Palazzuolo la soglia è di 400 studenti) e preoccupa a questo proposito che in una simile delibera non sia tenuto in alcuna considerazione il ruolo di tenuta sociale che una scuola può avere, ma sia semplicemente usata come leva la riduzione del 50% dei contributi regionali.
Questa scelta politica riguarda un territorio estremamente vasto e ci preoccupa che non ci sia stata la volontà di riportare la discussione nel consiglio dell’Unione dei Comuni. Il nostro territorio si trova nuovamente a subire una decisione imposta da altri livelli senza aver potuto definire termini e condizioni di un cambiamento di tale rilevanza, né presso le opportune sedi istituzionali, né presso gli organi collegiali delle singole scuole.
La formazione di nuovi Istituti Comprensivi comporta dei cambiamenti che, se non adeguatamente ponderati e discussi, negli anni possono mettere in pericolo la tenuta organizzativa delle singole scuole per quanto riguarda la disponibilità di custodi, collaboratori scolastici, assistenti tecnici e personale docente. È ormai frequente vedere “scuole di frontiera”, facenti parte di un istituto comprensivo, con nuovi e attrezzati laboratori, ma senza il personale che possa seguirli perché assegnato alla scuola numericamente più grande, o con personale ATA assente ai piani, non perché assenteista o fannullone, ma perché semplicemente non è assegnato laddove vi è un reale bisogno.
Gli indirizzi di razionalizzazione hanno sempre delle buone premesse, dalla considerazione per le dinamiche e i diritti riguardanti l’educazione e l’istruzione degli studenti all’attenzione per le esigenze degli studenti portatori di bisogni educativi speciali, ma restano solo premesse. Il tutto viene fatto poi sulla base di criteri ritenuti universali, ma proprio per questo non risulta realmente estendibile alle singole situazioni scolastiche, perché non tiene alcun conto delle caratteristiche di ogni singola zona. Alla fine infatti si dimostra solo l’ennesima occasione per tagliare finanziamenti e posti di lavoro. Potrebbe infine anche essere comprensibile che un ente locale lontano da un punto amministrativo, come la Regione Toscana, definisca delle linee guida generali per l’organizzazione dell’istruzione e il dimensionamento scolastico, ma ci preoccupa molto che gli enti locali più vicini, che conoscono problemi e criticità, cerchino il coinvolgimento dei cittadini e degli addetti ai lavori solo a parole, prendendo senza la necessaria condivisione decisioni inadeguate al proprio territorio e portando quest’ultimo a subirne le conseguenze.
Auspichiamo perciò che gli amministratori locali, tanto veloci a farsi fotografare davanti agli istituti scolastici per celebrare finanziamenti mai arrivati nei tempi previsti, sappiano adesso, altrettanto velocemente, riportare la questione laddove la discussione e il confronto possano produrre una programmazione scolastica coerente con le necessità del nostro territorio.
                         Circoli Rifondazione Comunista del Mugello

 

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