Il Monte Giogo di Villore resta al centro di un acceso confronto che, oltre a registrare episodi di violenza condannati da tutti, si arricchisce di un nuovo capitolo giudiziario. Nei giorni scorsi, il consigliere comunale di Dicomano, Saverio Zeni, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Firenze, chiedendo verifiche sulla legittimità della convenzione sottoscritta il 18 aprile 2023 tra i Comuni di Vicchio e Dicomano e la società AGSM AIM S.p.A., titolare del progetto del parco eolico.
L’esposto arriva in un clima di forti tensioni, acuite dalle azioni violente compiute da un gruppo di facinorosi nei giorni scorsi sul crinale del Monte Giogo. A questo proposito, Zeni ha condannato senza esitazioni ogni forma di intimidazione e violenza, ribadendo che la contrarietà al progetto deve restare nei confini del confronto legale e istituzionale.
La clausola contestata che limita il controllo pubblico
Uno dei principali punti critici sollevati dal consigliere riguarda l’Articolo 6, comma b) della convenzione. Il passaggio prevede che i Comuni si impegnino a “non compiere azioni che possano ostacolare l’esecuzione dei lavori”, un impegno che, secondo Zeni, rischia di compromettere il ruolo istituzionale degli enti locali nel vigilare sul corretto svolgimento delle opere e sul rispetto delle prescrizioni ambientali e sanitarie.
A sostegno della sua tesi, Zeni richiama le Linee Guida nazionali per l’autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili (D.M. 10 settembre 2010), che stabiliscono come l’Autorizzazione Unica non possa essere subordinata ad accordi che limitino le funzioni di controllo pubblico.
Compensazioni economiche fisse: legittime o sproporzionate?
Il secondo aspetto contestato riguarda le misure compensative stabilite per i territori coinvolti. In base al provvedimento autorizzativo (PAUR), il contributo economico doveva corrispondere al 2,65% dei proventi dell’energia prodotta, in linea con la normativa che fissa un tetto massimo del 3%.
Tuttavia, la convenzione prevede un importo fisso annuo di 150.000 euro, ripartito per il 64% al Comune di Vicchio e il 36% a quello di Dicomano, a cui si aggiunge un’ulteriore annualità di 65.880 euro destinata a Dicomano. Secondo Zeni, un contributo di importo fisso potrebbe risultare sproporzionato rispetto ai reali ricavi dell’impianto, soprattutto se la produzione di energia dovesse essere inferiore alle stime. Un’ipotesi che contrasterebbe con lo spirito delle Linee Guida, le quali prevedono una correlazione diretta tra l’impatto ambientale e le compensazioni economiche.
I dissensi istituzionali e le prescrizioni nel percorso autorizzativo
Nel corso del complesso iter amministrativo non sono mancati pareri contrari. La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio ha espresso parere negativo all’Autorizzazione Paesaggistica. Anche il Comune di San Godenzo ha manifestato un netto dissenso per motivazioni urbanistiche, edilizie, paesaggistiche e di viabilità.
Queste posizioni critiche hanno portato all’introduzione di specifiche prescrizioni nell’autorizzazione finale, che dovrebbero garantire un livello adeguato di tutela del territorio. Tuttavia, secondo l’esposto depositato, la clausola che impegna i Comuni a non ostacolare i lavori rischia di ridurre la loro capacità di far rispettare tali prescrizioni, compromettendo l’efficacia dei controlli pubblici.
Una denuncia per salvaguardare le prerogative dei Comuni
Attraverso l’esposto, Saverio Zeni chiede alla Procura di valutare la legittimità degli impegni sottoscritti, con l’obiettivo di garantire che l’azione amministrativa non venga condizionata da accordi privati in contrasto con le normative vigenti e con la tutela dell’interesse collettivo.
Nonostante le tensioni culminate in episodi di violenza, che lo stesso consigliere ha fermamente condannato, la battaglia contro il parco eolico prosegue sul terreno legale e istituzionale. Per Zeni e i sostenitori dell’esposto, la priorità resta la difesa dell’ambiente, della salute pubblica e delle prerogative democratiche degli enti locali, che devono poter esercitare pienamente le loro funzioni di vigilanza e controllo.

