Riceviamo e pubblichiamo dal Centro Destra di Borgo San Lorenzo
L’ex monastero di Santa Caterina non può essere trattato con due pesi e due misure: ieri contestato dall’opposizione, oggi gestito con prudenza dalla maggioranza. Il Centro Destra borghigiano chiede al sindaco Romagnoli atti chiari sulla scheda P_18 del POC.
Sull’ex monastero di Santa Caterina il sindaco Romagnoli deve smettere di giocare su due tavoli: quello dell’oppositore indignato di ieri e quello dell’amministratore prudente di oggi.
Per mesi, quando sedeva tra i banchi dell’opposizione, Romagnoli ha denunciato il cambio di impostazione introdotto nel POC dall’amministrazione Omoboni, contestando apertamente una scheda urbanistica che modificava in modo sostanziale la destinazione del complesso di Santa Caterina. Oggi, da sindaco, non può limitarsi a parole generiche, incontri pubblici o richiami alla partecipazione: deve dire con chiarezza se intende correggere davvero quella scelta oppure confermarla nei fatti.
I numeri della scheda P_18 parlano chiaro: per Santa Caterina erano previsti 2.145 mq di sociale, 1.320 mq di turistico-ricettivo, 440 mq di commerciale e 215 mq di residenziale. Fu lo stesso Romagnoli a sostenere pubblicamente che una simile impostazione rischiava di trasformare il monastero in un albergo o comunque di stravolgerne la destinazione originaria, chiedendo approfondimenti sulle ragioni di quel cambio di rotta e ribadendo la necessità di un recupero pienamente condiviso con la parrocchia.
Per il Centro Destra di Borgo San Lorenzo, il punto politico è semplice: Romagnoli vuole cancellare quello che ieri contestava come un regalo urbanistico alla proprietà del monastero oppure, una volta arrivato al governo del Comune, ha cambiato idea?
La variante al POC del 2026 viene presentata dall’amministrazione comunale come uno strumento di rigenerazione urbana, contenimento del consumo di suolo, riqualificazione dell’esistente e revisione di alcune scelte del piano entrato in vigore a fine 2025. Proprio per questo, il sindaco ha il dovere di chiarire subito se la scheda Santa Caterina sarà modificata oppure se ne resterà intatto l’impianto sostanziale.
“Santa Caterina non è una semplice partita urbanistica: è un luogo che appartiene alla memoria, alla storia religiosa e all’identità profonda di Borgo San Lorenzo. Difenderne la vocazione sociale, culturale e comunitaria significa difendere una parte della nostra città e delle persone che la vivono. La politica deve avere il coraggio della coerenza: ciò che ieri veniva denunciato come sbagliato non può diventare oggi accettabile solo perché si governa”, dichiara il Centro Destra di Borgo San Lorenzo e chiede quindi al sindaco Romagnoli e alla Giunta un chiarimento pubblico immediato su tre punti precisi:
- Se la scheda P_18 relativa a Santa Caterina sarà modificata;
- se saranno ridotte o eliminate le previsioni turistico-ricettive, commerciali e residenziali contestate dallo stesso Romagnoli quando era all’opposizione;
- se l’amministrazione intenda riportare il recupero del complesso dentro una prospettiva coerente con il suo valore storico, religioso, sociale e identitario.
“La coerenza, in politica, non si misura nei comunicati ma negli atti amministrativi. Romagnoli abbia il coraggio di dire la verità ai cittadini: cancella davvero quel regalo urbanistico o lo conferma?”, conclude Fratelli d’Italia.
Centro Destra Borgo San Lorenzo

