Modifiche alla legge urbanistica regionale. Le critiche di Cgil e Legambiente

Nei prossimi giorni il Consiglio regionale sarà chiamato a discutere e approvare alcune modifiche alla L.R. 65/2014, meglio nota come “legge Marson” (Norme per il governo del territorio). La Cgil e Legambiente hanno già presentato all’attenzione dei componenti della Commissione Ambiente e Urbanistica del Consiglio Regionale una serie di proposte emendative tutte finalizzate a rafforzare l’efficacia finora dimostrata dalla legge Marson, in particolare l’aver consentito un sistema complessivo di regole stabile e chiaro, omogeneo per l’intera Regione che preserva il territorio toscano inteso come giacimento di interessi collettivi, di tipo economico, sociale, ambientale e paesaggistico, arginando le intenzioni presenti e future di ridurre gli strumenti di pianificazione ad una negoziazione “a porte chiuse” tra un singolo Comune e portatori di interessi che mirano ad accrescere, speculazione, rendita immobiliare improduttiva e consumo di territorio.

Nella proposta che verrà presentata in aula per l’approvazione, vi sarebbero elementi che secondo la Cgil e Legambiente potrebbero compromettere lo spirito iniziale della legge, deregolamentando di fatto le procedure e gli strumenti urbanistici con il pretesto di renderli economicamente meno onerosi e burocraticamente più agili.

Piani, leggi, regolamenti e procedure possono essere modificati per migliorarne la fruibilità, per un efficace governo del paesaggio e degli interventi edificatori finalizzati a garantire uno sviluppo sostenibile e una rigenerazione urbana per il benessere, la crescita economica e di posti di lavoro della comunità toscana, ma semplificare non puo’ in alcun modo coincidere col deregolamentare.

Sempre secondo la Cgil e Legambiente in una fase come questa sono più che mai necessari strumenti di pianificazione territoriale intercomunale a lungo termine e di prospettiva che sappiano contenere multifunzionalità, chiari indirizzi di sviluppo del territorio dal punto di vista: industriale, occupazionale, sociale e ambientale. Occorre, in altri termini, evocare con forza il primato della dimensione pubblica nel “Governo del Territorio”, anche per compiere le scelte necessarie a rovesciare il modello di sviluppo che ci ha portato alla pandemia e alle crisi attuali e per ridurre le diseguaglianze da esse fortemente aggravate.

Maurizio Brotini e Simone Porzio (Cgil Toscana)
Fausto Ferruzza
(Legambiente Toscana)

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