857 emergenze affrontate, 1.711 trasporti sanitari e oltre 187mila chilometri percorsi: sono i numeri del 2025 della Misericordia di Vicchio, una delle realtà più longeve del volontariato toscano, che nel 2026 celebra 228 anni di storia.
Con 11 veicoli, 55 volontari attivi e 5 dipendenti, l’associazione opera non solo su Vicchio, ma anche nei Comuni limitrofi: Dicomano, San Godenzo, Londa, Rufina e in tutto il Mugello, garantendo servizi sanitari, sociali e di emergenza.
Una storia lunga oltre due secoli
Come racconta il Governatore Franco Melidei, le origini della Misericordia affondano nel 1798, quando ancora si chiamava Compagnia del Santissimo Sacramento e del Gesù Morto. In quell’anno, per celebrare la fondazione, i confratelli commissionarono al ceroplasta Clemente Susini un Cristo morto in ceroplastica, che fu benedetto da Papa Pio VI durante un soggiorno alla Certosa di Firenze.
“È un’opera di valore artistico e simbolico, oggi visitata da molti turisti”, ricorda Melidei.
Oggi una rete di aiuto, ogni giorno dell’anno
I numeri del 2025:
- 857 interventi di emergenza
- 1.711 trasporti sanitari
- 187.000 chilometri percorsi
- 11 veicoli in servizio
- 55 volontari e 5 dipendenti
- 365 giorni l’anno di operatività, dalle 8 alle 20
L’associazione svolge emergenza sanitaria per conto del 118, ha convenzioni attive con la ASL, il Comune di Vicchio, la Società della Salute del Mugello e l’ISPRO di Firenze, e si occupa anche di trasporti sociali, pasti a domicilio e screening oncologici.
Una presenza strategica sul territorio
La posizione logistica rende la Misericordia di Vicchio un presidio fondamentale: spesso è l’unica ambulanza disponibile prima di Dicomano, dove è attivo un mezzo con infermiere. Proprio per questo, la squadra vicchiese si occupa anche di molte uscite minori, per mantenere libero il mezzo più attrezzato per le emergenze gravi.
“Ci siamo sempre adattati alle esigenze del territorio e continueremo a farlo”, afferma Melidei.
L’impatto del Covid e la ripartenza
Il Governatore ricorda anche i momenti difficili durante la pandemia:
- Calano le richieste di intervento
- Molti volontari costretti a fermarsi
- La paura verso le strutture sanitarie ha cambiato le dinamiche del soccorso
Oggi, però, le chiamate sono tornate a salire. “Il Covid è stato uno spartiacque, ma ci ha resi più consapevoli e resilienti”, aggiunge Melidei.
Formazione e cultura del soccorso
Un altro pilastro della Misericordia di Vicchio è la formazione, rivolta sia ai volontari che alla cittadinanza. L’associazione organizza corsi di rianimazione e uso del defibrillatore, e promuove nelle scuole il Progetto Asso, sviluppato dalla Federazione Regionale delle Misericordie della Toscana con l’approvazione del Ministero dell’Istruzione.
L’obiettivo? Insegnare ai bambini e ai ragazzi a riconoscere un’emergenza e chiamare correttamente il 118.
“Una realtà fondamentale per tutto il Mugello”
Andrea Ceccherini, presidente del Coordinamento delle Misericordie Fiorentine, ha voluto sottolineare l’importanza della Misericordia di Vicchio non solo sul piano sanitario, ma anche sociale e culturale:
“Fare rete, formare cittadini consapevoli e restare presenti sul territorio: è questo che rende la Misericordia una risorsa insostituibile”.
Conclusione
Dopo 228 anni, la Misericordia di Vicchio continua a essere una colonna portante del volontariato locale, unendo storia, competenza e passione. In un’epoca in cui il senso di comunità è spesso messo alla prova, questa realtà mostra quanto sia ancora possibile fare la differenza, ogni giorno.

