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Medici di base, Armentano: “Carenza strutturale nelle aree interne fiorentine”

di Leonardo Romagnoli

La carenza di medici di base nell’area metropolitana di Firenze richiede un intervento coordinato per evitare ripercussioni sulla continuità assistenziale, soprattutto nei comuni delle aree interne. A sollevare il problema è Nicola Armentano, consigliere della Città Metropolitana con delega alla Promozione della salute e presidente del Tavolo delle professioni sanitarie.

Nel territorio metropolitano mancano complessivamente 54 medici di medicina generale, una situazione definita strutturale e destinata a pesare in particolare sulle zone più periferiche.

I comuni maggiormente interessati

Le criticità più evidenti riguardano i territori di Marradi, Palazzuolo sul Senio, San Godenzo, Firenzuola, Rufina, Vaglia, Londa e Pelago.

Secondo Armentano, il servizio dei medici di base dell’Asl si trova in una condizione di sofferenza che rischia di compromettere la tenuta delle comunità locali.

“La carenza generale di professionisti richiede la massima attenzione”, ha dichiarato il consigliere metropolitano, sottolineando come il problema sia particolarmente rilevante nei comuni più distanti dai principali centri urbani.

Sanità di prossimità e rischio spopolamento

La presenza dei medici di medicina generale non riguarda soltanto l’accesso alle cure. Nelle aree interne, gli ambulatori rappresentano un presidio essenziale per anziani, famiglie e persone con patologie croniche, spesso costrette a percorrere lunghe distanze per raggiungere altri servizi sanitari.

“Preservare la sanità di prossimità è fondamentale per garantire la continuità vitale delle comunità sui territori e contrastarne lo spopolamento”, ha spiegato Armentano.

Il consigliere ha definito i medici di famiglia come “pilastri insostituibili” della rete sanitaria territoriale e punti di riferimento per la salute dei cittadini.

La disponibilità della Città Metropolitana

La Città Metropolitana di Firenze ha manifestato la propria disponibilità a partecipare a un confronto con le istituzioni coinvolte, con l’obiettivo di individuare soluzioni capaci di garantire la continuità assistenziale.

“Esprimiamo la massima disponibilità a collaborare per individuare le soluzioni più idonee a tutela della popolazione di tutte le età”, ha aggiunto Armentano.

Il percorso dovrebbe coinvolgere Regione Toscana, Comuni interessati e Azienda USL Toscana Centro. La Città Metropolitana, pur non avendo competenze dirette sull’organizzazione del servizio sanitario, si è detta pronta a sostenere il coordinamento tra gli enti.

“La Città Metropolitana è pronta a fare la sua parte”, ha concluso Armentano, auspicando l’avvio di un confronto diretto e costruttivo sulla carenza dei medici di medicina generale.

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