Il Mugello è rimasto senza risonanza magnetica. Il guasto irreparabile dell’unico macchinario presente, installato nel 2008 e gestito dalla Confraternita di Misericordia di Borgo San Lorenzo, ha lasciato scoperto un intero territorio. Oggi i cittadini sono costretti a rivolgersi a strutture lontane, affrontando tempi di attesa interminabili e spostamenti difficili, soprattutto per gli anziani e i malati cronici.
La risonanza magnetica era stata acquistata grazie a un investimento di oltre 1,2 milioni di euro, frutto di donazioni ed eredità. Un impegno straordinario della comunità, che aveva reso possibile un presidio fondamentale per la salute pubblica. Ma a distanza di quindici anni, quella macchina non c’è più e con essa è venuto meno un servizio essenziale.
Il malcontento è diffuso e, accanto alla protesta dei cittadini e del sindaco di Borgo San Lorenzo, Leonardo Romagnoli, ora si alza anche la voce della politica. Matteo Zoppini, dirigente provinciale di Fratelli d’Italia, è intervenuto con un attacco diretto al presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani.
Secondo Zoppini, la Regione avrebbe scelto di destinare risorse ad altri progetti, trascurando i bisogni dei territori interni. Il dirigente ha parlato di una “gestione miope” e di un abbandono delle comunità periferiche come il Mugello, costrette a vivere senza strumenti diagnostici basilari. La critica non si ferma al singolo caso, ma punta a evidenziare un problema strutturale: la disparità di trattamento tra le grandi città, che dispongono di apparecchiature moderne e facilmente accessibili, e le aree interne, lasciate indietro.
Il tema è diventato politico a tutti gli effetti. Zoppini ha voluto sottolineare come le scelte della Regione stiano penalizzando i cittadini del Mugello, costretti a viaggi estenuanti verso Firenze o Prato per ottenere un esame che dovrebbe essere garantito vicino casa. Una situazione che, nelle sue parole, mette in evidenza la distanza tra istituzioni e bisogni reali delle persone.
Mentre i lavori di ristrutturazione dell’ospedale di Borgo San Lorenzo proseguono, la prospettiva di avere una nuova risonanza magnetica non compare nei piani ufficiali. Un’assenza che alimenta ancora di più la polemica. La popolazione non vuole più promesse a lungo termine: chiede un impegno concreto e immediato per dotare il territorio di un macchinario moderno, indispensabile per garantire il diritto alla salute.
Il caso, oltre a essere sanitario, diventa simbolico. Per il Mugello, la risonanza magnetica non è solo un apparecchio tecnico, ma il segno della dignità di una comunità che non accetta di essere considerata marginale. E l’attacco di Matteo Zoppini a Eugenio Giani porta la vicenda al centro del dibattito politico toscano.
Il messaggio che arriva dal territorio è netto: basta promesse e ritardi, servono risorse, responsabilità e risposte immediate.


