Marradi rivuole Dino Campana. A quasi un secolo dalla morte del poeta, il suo paese natale chiede che le spoglie oggi custodite a Badia a Settimo, nel territorio di Scandicci, tornino nel luogo dove tutto ebbe inizio: tra quelle montagne, quelle strade e quei paesaggi che entrarono profondamente nella sua poesia.
La richiesta è contenuta in una lettera firmata dal sindaco Tommaso Triberti, dal presidente della Fondazione “Marradi Cultura – Dino Campana” Riccardo Nencini e dal presidente del Centro Studi Campaniani “Enrico Consolini” Walter Scarpi, sottoscritta simbolicamente il 20 agosto, giorno della nascita di Campana, e successivamente inviata al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, alla sindaca di Scandicci Claudia Sereni e all’arcivescovo di Firenze Gherardo Gambelli.
L’obiettivo è riportare a Marradi le spoglie di uno dei maggiori poeti italiani del Novecento, oggi custodite nella chiesa di San Colombano a Badia a Settimo, nel territorio di Scandicci.
Se vuoi, posso renderlo ancora più incisivo, con un attacco da titolo-apertura tipo: “Dino Campana deve tornare a casa”.

