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Marradi riparte dall’ex albergo Lamone: al via la riqualificazione con i fondi del Bando Borghi

di Leonardo Romagnoli

A Marradi, piccolo borgo incastonato tra le colline dell’Appennino tosco-romagnolo, sono ufficialmente partiti i lavori di ristrutturazione dell’ex albergo Lamone. Un edificio storico destinato a diventare il fulcro della nuova strategia di rilancio turistico e culturale del paese.

L’intervento rientra nel finanziamento di 1 milione e 600 mila euro ottenuto attraverso il Bando Borghi del PNRR, uno dei pochi programmi nazionali capaci di offrire un sostegno concreto ai piccoli comuni italiani nella sfida della rigenerazione urbana e sociale. Si tratta di un’opportunità che Marradi ha saputo cogliere, trasformandola in un piano ambizioso di riqualificazione e valorizzazione del territorio.

Il progetto prevede il recupero completo dell’ex struttura alberghiera, che entro giugno 2026 diventerà una struttura polifunzionale. Al suo interno prenderanno vita camere per turisti e artisti, spazi dedicati al silver housing – una formula abitativa pensata per gli over 65 – e un info point turistico che fungerà da primo punto di contatto per chi visita Marradi. Una trasformazione che punta a fare dell’ex albergo non solo un luogo di accoglienza, ma un vero e proprio motore del nuovo sistema turistico locale.

Ma il progetto non si ferma qui. Il finanziamento del Bando Borghi ha già permesso la realizzazione, o è in fase di completamento, di altri interventi strategici per il paese. Tra questi spiccano la digitalizzazione e l’ammodernamento del Centro Studi Campaniani – dedicato alla figura di Dino Campana – e del Centro Studi del Castagno, realtà fondamentali per la promozione della cultura e della memoria locale.

A questi si affianca anche la realizzazione di una cucina a servizio delle associazioni, ospitata presso l’Urban Center: uno spazio già molto attivo che rappresenta un punto di riferimento per la comunità. E non mancano le iniziative culturali e enogastronomiche, organizzate dai vari partner del progetto, tra cui anche AgriComes, in collaborazione con gli enti culturali del territorio.

A breve sarà inoltre operativo un nuovo portale turistico, pensato per migliorare la comunicazione e l’accessibilità dell’offerta territoriale, e prenderanno il via anche corsi di formazione per gli operatori del settore. Un passaggio fondamentale per garantire qualità nei servizi e preparare la comunità locale ad accogliere un turismo sempre più consapevole e sostenibile.

Tutti gli interventi previsti dal Bando Borghi si muovono in una direzione coerente con gli obiettivi del progetto complessivo: rafforzare l’identità culturale del paese, creare nuove opportunità economiche e occupazionali e promuovere un turismo rispettoso dei luoghi e delle persone.

Con questo piano di investimenti, Marradi scommette sul proprio futuro, mettendo al centro il patrimonio architettonico, la cultura e la partecipazione attiva della comunità. Un approccio integrato che potrebbe diventare modello replicabile anche per altri borghi italiani.

In un periodo in cui si discute molto di spopolamento e crisi dei piccoli centri, il caso di Marradi dimostra che con visione, progettualità e accesso a risorse mirate, è possibile invertire la tendenza e costruire un’alternativa solida. La rinascita dell’ex albergo Lamone, da simbolo del passato a laboratorio del futuro, è solo l’inizio di un percorso più ampio che punta a restituire centralità e vitalità a uno dei borghi più suggestivi dell’Appennino.

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