Riceviamo e pubblichiamo
Interrogazione a risposta scritta – Interruzione servizi uffici Hera
Premesso che:
da diversi giorni campeggia affisso nella sede di Hera un cartello che specifica: “si avvisa la gentile clientela che lo sportello clienti Hera, a causa del protrarsi dei problemi tecnici dovuti alla cessione di ramo d’azienda, rimarrà chiuso fino a data da destinarsi”;
a pochissimo tempo dalla cessione, da parte dei Comuni di Marradi, Faenza e Brisighella, delle quote dell’acquedotto Val Lamone, nonostante le rassicurazioni, si è già verificato il primo disservizio per i cittadini del Comune di Marradi;
non è stata approntata alcuna strategia per cercare di non creare disagi ai cittadini dalla multiutility Hera S.p.A., che per alcuni servizi poteva ad esempio trasferirli al personale dell’isola ecologica, come la consegna delle schede per l’apertura dei cassonetti per i rifiuti indifferenziati o la consegna dei sacchi per la spazzatura, come fanno altre isole ecologiche.
Considerato che:
ripetutamente abbiamo segnalato come fosse del tutto evidente la volontà di Conami, uno dei maggiori soci di Hera S.p.A., che ha preso in gestione il ramo di azienda dell’acquedotto, di smantellare le attività che insistono sul territorio marradese, tanto che anche la vendita delle ultime quote della società acquedotto Val Lamone è frutto di una politica evidentemente di riorganizzazione per dismissione;
la vendita delle quote della società Val Lamone ha portato nelle casse dei Comuni cifre ridicole, a fronte di stime largamente opinabili e fatte solo dall’acquirente e cessionario, che in definitiva sono sostanzialmente la stessa cosa;
queste sono le prime avvisaglie di come anche in questo settore il territorio marradese continuerà ad essere depauperato e i suoi cittadini sempre più marginalizzati e costretti a subire feroci politiche economiche che creano disservizi.
Chiediamo al Sindaco:
di intervenire prontamente e farsi parte diligente nei confronti di Hera, chiedendo il ripristino in tempi brevi dei servizi ai cittadini, mettendo formalmente in mora la società Hera S.p.A. per interruzione di servizio e richiedendo un ristoro economico del disagio creato.
Stefano Benedettini
Raffaella Ridolfi

