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Marradi, furti di Capodanno e videosorveglianza guasta: nuova interrogazione di Benedettini e Ridolfi

di Leonardo Romagnoli

Riceviamo e pubblichiamo

A quasi un anno dalla interrogazione presentata il 13 febbraio 2025 sullo stato degli impianti di videosorveglianza comunali, l’Amministrazione di Marradi non ha dato seguito ad alcuno degli interventi annunciati, né sotto il profilo tecnico né sotto quello organizzativo.

Nonostante le rassicurazioni fornite all’epoca, gli impianti continuano a presentare criticità, la gestione delle immagini resta inefficace e il sistema non garantisce un reale supporto alle forze dell’ordine. Una situazione già denunciata formalmente dai consiglieri comunali Stefano Benedettini e Raffaella Ridolfi e che, ad oggi, è rimasta immutata.

I fatti verificatisi nella notte tra il 31 dicembre 2025 e il 1° gennaio 2026, con plurimi episodi di furto nel centro abitato, dimostrano come la mancanza di un sistema di videosorveglianza pienamente funzionante continui a esporre il territorio a fenomeni di microcriminalità, vanificando la funzione di prevenzione e controllo che tali impianti dovrebbero garantire.

Ancora più grave è il fatto che risorse pubbliche siano state investite in impianti che non vengono utilizzati in modo efficace, con il rischio di un evidente danno erariale e una gestione non conforme ai principi di buon andamento dell’azione amministrativa.

Permane inoltre una forte disparità territoriale: il sistema di videosorveglianza risulta concentrato quasi esclusivamente nel capoluogo, mentre numerose frazioni – tra cui Biforco e Via Francini, Popolano, Sant’Adriano e Lutirano – restano completamente prive di prese video di pubblica utilità, nonostante la loro importanza sotto il profilo residenziale e viario.

Per queste ragioni è stata presentata una nuova interrogazione a risposta scritta con cui si chiede al Sindaco di spiegare perché nulla sia stato fatto dopo il 13 febbraio 2025, di chiarire lo stato reale degli impianti e di indicare con precisione quali interventi concreti, con quali tempi e con quali risorse, l’Amministrazione intenda finalmente mettere in campo.

La sicurezza dei cittadini non può essere affidata a promesse o annunci.
Dopo un anno di immobilismo, servono atti concreti, immediati e verificabili.eviamo e pubblichiamo

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