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Marradi – Benedettini e Zoppini FdI – “Invaso dell’Annunziata: da risorsa strategica a simbolo di abbandono” –

di Leonardo Romagnoli

Comunicato stampa a firma congiunta Matteo Zoppini – Consigliere Regionale FdI
Stefano Benedettini – Consigliere Comunale FdI Marradi

L’invaso dell’Annunziata avrebbe dovuto essere un punto di forza per Marradi e l’alto Mugello. Oggi, invece, è la prova lampante di una gestione irresponsabile e totalmente fallimentare. Un bacino che un tempo garantiva sicurezza idraulica e supporto negli incendi boschivi è stato lasciato andare in rovina fino a diventare un cratere di fango, sedimenti e abbandono. Un disastro annunciato, ignorato per anni da chi aveva il dovere di intervenire.

Le amministrazioni regionali che si sono alternate non hanno mosso un dito: nessuna manutenzione, nessun controllo, nessuna pianificazione. Il risultato? Un’infrastruttura essenziale resa inutilizzabile e un territorio privato di uno strumento vitale per affrontare le emergenze. E non basta: questo degrado ha colpito anche la fauna ittica e le specie locali, lasciate senza un habitat che si erano create. Un danno ambientale che si somma a quello sulla sicurezza.

Nel 2023, con grande enfasi, erano stati annunciati 950.000 euro di finanziamento per la riqualificazione. Una cifra importante, presentata come la svolta. Peccato che quei fondi non siano mai stati erogati. Soldi promessi e mai arrivati: l’ennesima sceneggiata politica fatta di proclami vuoti e nessuna responsabilità concreta.

E nel frattempo la diga dell’Annunziata è diventata uno spettacolo indegno: un colpo d’occhio che offende il territorio, il decoro urbano e i cittadini. Uno scempio che rende evidente il livello di abbandono raggiunto.

Per questo abbiamo presentato un’interrogazione in Consiglio regionale. È ora che qualcuno risponda del perché un’infrastruttura cruciale sia stata lasciata cadere a pezzi e del perché i fondi pubblici stanziati non abbiano mai visto la luce. La sicurezza dei cittadini non può essere trattata come un tema di cui occuparsi solo a parole. Servono fatti, subito. Bisogna avviare immediatamente la riqualificazione dell’invaso e restituire a Marradi un’opera fondamentale per la prevenzione degli incendi, la tutela dell’ambiente e la dignità del territorio.

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