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Maltempo in Toscana, verso lo stato di emergenza regionale: danni diffusi a macchia di leopardo

di Leonardo Romagnoli

La Toscana sta completando la ricognizione dei danni causati dal maltempo del 20 e 21 agosto, con l’obiettivo di arrivare alla dichiarazione dello stato di emergenza regionale. Il provvedimento potrebbe essere formalizzato in occasione della prossima riunione della Giunta regionale.

A fare il punto è stato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, che ha descritto una situazione molto frammentata sul territorio. I danni più significativi, infatti, non risultano distribuiti in modo uniforme, ma concentrati in singoli Comuni colpiti soprattutto da vento forte, trombe d’aria e fenomeni localizzati.

Danni da vento e trombe d’aria in diversi Comuni

Secondo quanto spiegato dal presidente, l’ultima ondata di maltempo avrebbe provocato conseguenze rilevanti soprattutto a causa delle raffiche di vento e dei fenomeni vorticosi, più che per criticità di carattere idrogeologico.

“I danni rilevanti, più che da problemi di ordine idrogeologico, sono stati causati da raffiche di vento, trombe d’aria e fenomeni simili”, ha affermato Giani.

Proprio la natura degli eventi atmosferici rende più complessa la ricostruzione del quadro. Alcuni Comuni hanno registrato danni importanti, mentre territori immediatamente confinanti sarebbero stati interessati in maniera molto più limitata.

La mappa dei territori colpiti è “a macchia di leopardo”

Giani ha definito la distribuzione dei danni “a macchia di leopardo”, espressione che descrive una situazione nella quale le conseguenze del maltempo risultano concentrate in aree circoscritte e non in zone territorialmente omogenee.

La Regione sta quindi procedendo con una verifica puntuale, attraverso sopralluoghi e raccolta della documentazione trasmessa dalle amministrazioni locali.

Il lavoro viene portato avanti insieme alla Direzione Difesa del Suolo e Protezione Civile, mentre ai Comuni è stato indicato il termine di giovedì per inviare la documentazione necessaria a completare la ricognizione.

Verso lo stato di emergenza regionale

Una volta definito un quadro completo dei danni, la Regione potrà valutare formalmente la dichiarazione dello stato di emergenza.

“Arriveremo probabilmente alla dichiarazione dello stato di emergenza di livello regionale, subito dopo aver completato un quadro oggettivo dei danni con sopralluoghi e documentazione”, ha spiegato il presidente.

La particolarità, rispetto ad altre emergenze affrontate in passato, riguarda proprio la distribuzione geografica degli effetti del maltempo. Il provvedimento non dovrebbe quindi riguardare necessariamente territori continui o intere aree omogenee.

Possibili interventi su singoli Comuni

La ricognizione servirà a individuare con precisione i Comuni nei quali vento e trombe d’aria hanno causato le conseguenze più pesanti.

“Non sarà dunque uno stato di emergenza per territori omogenei come siamo abituati a vedere sovente”, ha precisato Giani, indicando la necessità di identificare i singoli territori dove i fenomeni si sono concentrati con maggiore intensità.

Tra gli elementi al centro della verifica ci sono i danni ai beni pubblici e privati, che dovranno essere documentati prima dell’eventuale attivazione delle procedure regionali previste per l’emergenza.

Il quadro definitivo emergerà quindi dopo la conclusione delle segnalazioni dei Comuni e dei sopralluoghi tecnici. Solo allora sarà possibile stabilire l’estensione precisa dei territori coinvolti e procedere con gli atti formali.

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