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Macuz, salta il tavolo del 28 luglio. Fiom Cgil Firenze: “La crisi va in vacanza?”

di Leonardo Romagnoli

Il tavolo sulla crisi della Macuz Srl, azienda del gruppo Eurmoda SpA attiva nella produzione di accessori metallici per la moda, non si terrà il 28 luglio. L’incontro istituzionale è stato rinviato alla seconda settimana di settembre su richiesta dell’azienda, che ha motivato la decisione con “l’avvicinarsi delle vacanze estive”.

La scelta ha provocato la dura reazione della Fiom Cgil Firenze, che chiede a Macuz di tornare sui propri passi e di partecipare comunque al confronto. La vertenza riguarda oltre 130 lavoratori impiegati negli stabilimenti di Firenze, Scarperia e Scandicci.

Macuz rinvia l’incontro sulla crisi

Il tavolo era stato fissato per martedì 28 luglio dopo il confronto svolto due settimane prima in Regione Toscana.

In quell’occasione il sindacato aveva contestato la richiesta di cassa integrazione straordinaria per crisi e sollecitato la presentazione di un piano industriale del gruppo, considerato necessario per chiarire le prospettive produttive e occupazionali.

Secondo quanto riferito dalla Fiom, l’azienda ha comunicato la volontà di spostare la riunione a settembre a causa della vicinanza con il periodo delle ferie.

La protesta della Fiom Cgil Firenze

Il sindacato definisce il rinvio una decisione grave e una mancanza di rispetto verso le istituzioni, le rappresentanze dei lavoratori e i dipendenti coinvolti.

“Restiamo allibiti e condanniamo un tale comportamento. Forse anche la crisi va in vacanza?”, afferma la Fiom Cgil Firenze.

Per il sindacato, lo slittamento del tavolo rischia di aumentare l’incertezza tra i lavoratori, che trascorreranno le ferie senza risposte sul futuro degli stabilimenti e sulla continuità occupazionale.

Oltre 130 lavoratori in attesa di risposte

La vertenza coinvolge più di 130 dipendenti distribuiti nelle sedi Macuz di Firenze, Scarperia e Scandicci.

Il nodo centrale resta la richiesta di cassa integrazione straordinaria e l’assenza, secondo il sindacato, di un piano industriale capace di indicare tempi, investimenti e prospettive per il gruppo.

La Fiom chiede quindi all’azienda di “assumersi le proprie responsabilità” e di essere presente all’incontro già programmato, evitando di rinviare il confronto fino a settembre.

Il futuro degli stabilimenti Macuz

La vicenda si inserisce in una fase delicata per il comparto degli accessori metallici destinati alla moda, settore particolarmente rilevante per il distretto produttivo fiorentino.

Il confronto tra azienda, sindacati e istituzioni dovrà chiarire quali saranno le prossime mosse di Macuz e quali garanzie potranno essere offerte ai lavoratori coinvolti nella crisi.

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