
A farsi portavoce dei disagi dei lavoratori è stato delegato il consigliere comunale di Barberino, Emiliano Lascialfari che ha parlato di “condizioni di lavoro critiche” a causa dell’ampliarsi degli orari di apertura dei negozi che non consentono turni di riposo e a causa di disposizioni di regolamento che “rende difficile e pesante anche l’impegno di lavoro stesso”. Lascialfari ha lamentato che gli impegni previsti dal protocollo d’intesa firmato nel 2005 da proprietà, categorie economiche e sociali, enti locali, Provincia di Firenze e Regione Toscana sono stati tutti disattesi. In particolare, ha ricordato che “non si è mai dato gambe all’impegno di costituire una rappresentanza sindacale, di realizzare la mensa e lo spazio per l’infanzia”. Gli stessi impegni, ha ricordato, sono stati ricompresi anche nel successivo protocollo d’intesa del 2008, “ma anche in questo caso sono rimasti lettera morta”. Il delegato dei lavoratori, infine, ha sottolineato che al tavolo di concertazione convocato per oggi dal sindaco di Barberino, la proprietà non si è presentata.
Il consigliere Nicola Nascosti (Pdl) ha invitato la Commissione ad agire sulla Giunta regionale affinché si chieda il rispetto degli impegni previsti dal protocollo d’intesa, “anche perché questi, proprio con il voto di oggi del Consiglio regionale, sono diventati requisiti di legge per ottenere le autorizzazioni. È ovvio che non abbiamo potere retroattivo, ma costituiscono un impegno politico che la Giunta deve far pesare al tavolo di concertazione”.
Ivan Ferrucci (Pd) ha suggerito di “raccordarsi anche con gli enti locali e le categorie economiche e sociali per definire al meglio i punti da affrontare al tavolo”. Su questo punto, come sulle osservazioni di Nascosti, si è detta d’accordo anche la vicepresidente della Commissione, Marina Staccioli (Misto). Marco Spinelli (Pd) ha dichiarato che “la Commissione eserciterà il suo impegno verso la Giunta regionale in maniera forte ma credo che per affrontare una situazione così complicata serva anche che i lavoratori assumano forme di protagonismo in prima persona. Anche perché la domanda da risolvere è se la proprietà può imporre agli affittuari direttive su orari o su impegni da lei assunti con le istituzioni”. Anche per Salvadore Bartolomei (Pdl) la “domanda cruciale è quella che ha posto Spinelli. Bisogna capire se è possibile pretendere il rispetto degli impegni sottoscritti nel protocollo e se la proprietà ha la volontà di confrontarsi con le istituzioni”. (lm)
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