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Londa dice no all’eolico industriale nel Parco delle Foreste Casentinesi

di Leonardo Romagnoli

Giovedì 18 dicembre, nella sala polifunzionale di Rincine, si è tenuta un’affollata assemblea pubblica per discutere il contestato progetto di impianto eolico industriale nel comune di Londa. Proposto da Hergo Renewables, azienda del gruppo ENI, il progetto prevede l’installazione di sei pale eoliche alte 200 metri lungo il crinale tra Croce ai Mori e il Croscione, in prossimità del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.

Durante l’incontro è emersa una forte opposizione da parte della cittadinanza e del Comitato Crinali Liberi Londa, che lamentano una mancanza di trasparenza e coinvolgimento della popolazione nei processi decisionali.


Le critiche: “Progetto calato dall’alto e dannoso per il territorio”

Molti interventi hanno sottolineato la scarsa informazione fornita fino ad oggi. Fabrizia Laroma Jezzi, portavoce del comitato, ha ricordato come la documentazione sia stata presentata in estate ma senza una reale possibilità di confronto pubblico:

“Dalla presentazione ad agosto alla pubblicazione del progetto a dicembre, non c’è stato modo di discuterne apertamente”.

Secondo Jezzi, il progetto avrebbe un impatto ambientale e paesaggistico irreversibile:

  • Le pale, alte quanto un grattacielo, richiederebbero fondazioni profonde e ampi spazi
  • Verrebbero installate su crinali a diretto contatto con aree protette e habitat naturali delicati
  • Metterebbero a rischio la vocazione turistica del territorio, nota per il turismo lento e sostenibile

Turismo, biodiversità e identità locale a rischio

Il territorio coinvolto è caratterizzato da una forte presenza di agriturismi e strutture ricettive di pregio, che vivono in simbiosi con il paesaggio e la biodiversità. Secondo Jezzi, un impianto industriale di queste dimensioni rischia di:

  • Ridurre l’attrattiva turistica dell’area
  • Causare la chiusura di attività locali
  • Svalutare terreni e immobili
  • Sradicare l’identità rurale e ambientale del Comune di Londa

Il Parco Nazionale: “Parere contrario e motivato”

Anche il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi si è espresso con un parere ufficialmente contrario, già pubblicato sul proprio sito. Le motivazioni:

  • Impatto ambientale elevato
  • Visibilità delle pale da luoghi simbolici come il Santuario della Verna e il Castello di Poppi
  • Compromissione della continuità ecologica e paesaggistica

Una transizione energetica che non distrugga il paesaggio

Il Comitato Crinali Liberi Londa, aderente alla Coalizione Ambientale TESS, non è contrario alle energie rinnovabili, ma propone un modello diverso:

“Siamo favorevoli alle rinnovabili, ma solo se sono ecologiche, partecipative e solidali”, ha spiegato ancora Fabrizia Laroma Jezzi.

Il comitato sostiene il modello delle Comunità Energetiche Rinnovabili, in cui:

  • L’energia viene prodotta e consumata localmente
  • I cittadini sono coinvolti nelle scelte
  • Non si consuma suolo né si alterano paesaggi tutelati

Prossime mosse: osservazioni e incontri pubblici

Il comitato annuncia battaglia. Ha già avviato:

  • L’invio di osservazioni tecniche dettagliate alla Regione Toscana
  • Una richiesta formale affinché non venga autorizzato l’impianto
  • Un incontro pubblico a Londa (insieme a Italia Nostra Firenze e TESS) per parlare di democrazia energetica e comunità rinnovabili

Un futuro pulito ma consapevole

Il messaggio finale del comitato è chiaro: la transizione ecologica non può essere una scorciatoia industriale, ma deve essere costruita insieme alle comunità, nel rispetto dei territori e delle generazioni future.

“È possibile produrre energia pulita senza distruggere ciò che le generazioni precedenti hanno conservato con impegno e dedizione”, ha concluso Jezzi.


Box di approfondimento: Dove sorgeranno le pale?

  • Numero di pale: 6
  • Altezza ciascuna: 200 metri
  • Posizione: Crinale tra Croce ai Mori e Croscione
  • Aree interessate: Confine del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi
  • Impatto visivo: Ampio, visibili anche da luoghi storici del Casentino

In sintesi: i punti contestati

  • Mancanza di coinvolgimento della popolazione
  • Impatto ambientale elevato
  • Rischio per il turismo sostenibile
  • Modello industriale e speculativo
  • Alternativa proposta: Comunità energetiche rinnovabili e partecipate

Un progetto che divide, ma che ha già acceso una mobilitazione ampia e trasversale. A Londa, la transizione energetica si scontra con il bisogno di tutelare un patrimonio naturale, paesaggistico e culturale che non può essere compromesso in nome della velocità.

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