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Londa in difesa dei piccoli comuni

di Leonardo Romagnoli

IL CONSIGLIO COMUNALE DI LONDA IN DIFESA DEI PICCOLI COMUNI

Approvato all’unanimità un ordine del giorno dove si afferma la necessità di rafforzare il ruolo dei comuni e non il loro smantellamento

murras pinzani

“Manifesto in difesa dei piccoli comuni italiani” è questo il titolo di un ordine del giorno proposto dalla Giunta ed approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale di Londa. Da un piccolo comune arriva un appello deciso per non procedere a fusioni obbligatorie e indiscriminate “in una fase storica come quella che stiamo vivendo – si legge nel testo del documento – caratterizzata dal progressivo allontanamento dei cittadini dai luoghi decisionali, dall’irruzione dei poteri economico-finanziari nei processi di governo, dal diffondersi di sentimenti diffusi di antipolitica che alimentano i populismi, è necessario un rafforzamento del ruolo dei comuni, cioè l’esatto contrario del loro smantellamento”.
Secondo il consiglio è necessario mantenere il “presidio democratico” dentro le comunità locali e rilanciare i consigli comunali come luogo di partecipazione politica e democratica. La democrazia e i piccoli comuni non sono un costo, ma un presidio del territorio e un punto di riferimento di tutti i cittadini.
Secondo il consiglio, dunque, i piccoli comuni “vanno aiutati a vivere, non a morire” anche perché spesso questi sono caratterizzati da un piccolo numero di abitanti, ma da un vasto territorio. “Assistiamo – si legge – ad analisi fondate solo sul parametro del numero degli abitanti, che impediscono di comprendere come i processi di fusione, soprattutto nelle zone montane e rurali, possano creare o aggravare, le criticità connesse all’estensione territoriale dei comuni, la cui eccessiva ampiezza incide negativamente nell’erogazione dei servizi ai cittadini”. Londa_thumb-340x228
“Questo ordine del giorno – spiega il sindaco di Londa Aleandro Murras – vuole chiarire la contrarietà dei piccoli comuni al progetto di legge Lodolini che, se approvato, introdurrebbe l’obbligo di fusione per i comuni con popolazione inferiore ai 5000 abitanti. Noi siamo favorevoli invece alla proposta di Realacci che propone un disegno di legge per tutelare i piccoli comuni”. Il Sindaco e tutto il Consiglio hanno chiarito che non sono contrari alle fusioni se fatte con il coinvolgimento e il consenso di tutti i cittadini. Ritengono sbagliata, invece, la proposta di fusione tra Anci ed Uncem Toscana perché quest’ultima associazione “è l’unica – afferma Murras – che difende i piccoli comuni montani e rurali”.
Per le politiche di razionalizzazione, valorizzazione e coordinamento dei territori nell’ordine del giorno si afferma che possono essere raggiunte con gli strumenti delle associazioni di servizi attraverso le convenzioni e soprattutto all’interno delle unioni di comuni. In conclusione sono, dunque, due le richieste del consiglio londese prediligere il disegno di legge Realacci a tutela dei piccoli comuni e non quello dell’onorevole Lodolini.

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