IL CONSIGLIO COMUNALE DI LONDA IN DIFESA DEI PICCOLI COMUNI
Approvato all’unanimità un ordine del giorno dove si afferma la necessità di rafforzare il ruolo dei comuni e non il loro smantellamento
“Manifesto in difesa dei piccoli comuni italiani” è questo il titolo di un ordine del giorno proposto dalla Giunta ed approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale di Londa. Da un piccolo comune arriva un appello deciso per non procedere a fusioni obbligatorie e indiscriminate “in una fase storica come quella che stiamo vivendo – si legge nel testo del documento – caratterizzata dal progressivo allontanamento dei cittadini dai luoghi decisionali, dall’irruzione dei poteri economico-finanziari nei processi di governo, dal diffondersi di sentimenti diffusi di antipolitica che alimentano i populismi, è necessario un rafforzamento del ruolo dei comuni, cioè l’esatto contrario del loro smantellamento”.
Secondo il consiglio è necessario mantenere il “presidio democratico” dentro le comunità locali e rilanciare i consigli comunali come luogo di partecipazione politica e democratica. La democrazia e i piccoli comuni non sono un costo, ma un presidio del territorio e un punto di riferimento di tutti i cittadini.
Secondo il consiglio, dunque, i piccoli comuni “vanno aiutati a vivere, non a morire” anche perché spesso questi sono caratterizzati da un piccolo numero di abitanti, ma da un vasto territorio. “Assistiamo – si legge – ad analisi fondate solo sul parametro del numero degli abitanti, che impediscono di comprendere come i processi di fusione, soprattutto nelle zone montane e rurali, possano creare o aggravare, le criticità connesse all’estensione territoriale dei comuni, la cui eccessiva ampiezza incide negativamente nell’erogazione dei servizi ai cittadini”. 
“Questo ordine del giorno – spiega il sindaco di Londa Aleandro Murras – vuole chiarire la contrarietà dei piccoli comuni al progetto di legge Lodolini che, se approvato, introdurrebbe l’obbligo di fusione per i comuni con popolazione inferiore ai 5000 abitanti. Noi siamo favorevoli invece alla proposta di Realacci che propone un disegno di legge per tutelare i piccoli comuni”. Il Sindaco e tutto il Consiglio hanno chiarito che non sono contrari alle fusioni se fatte con il coinvolgimento e il consenso di tutti i cittadini. Ritengono sbagliata, invece, la proposta di fusione tra Anci ed Uncem Toscana perché quest’ultima associazione “è l’unica – afferma Murras – che difende i piccoli comuni montani e rurali”.
Per le politiche di razionalizzazione, valorizzazione e coordinamento dei territori nell’ordine del giorno si afferma che possono essere raggiunte con gli strumenti delle associazioni di servizi attraverso le convenzioni e soprattutto all’interno delle unioni di comuni. In conclusione sono, dunque, due le richieste del consiglio londese prediligere il disegno di legge Realacci a tutela dei piccoli comuni e non quello dell’onorevole Lodolini.


