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Londa e il Parco a rischio: un convegno sul progetto eolico divide il territorio

di Leonardo Romagnoli

Rincine, frazione del Comune di Londa (FI), ospiterà domenica 15 febbraio 2026 un convegno destinato a far discutere. L’incontro, intitolato “Londa, Comune del Parco. Osservazioni al progetto eolico Londa”, si terrà dalle ore 15.00 presso la Sala Polifunzionale, ed è promosso da Italia Nostra – Sezione di Firenze e dal Consiglio Regionale della Toscana, con il supporto della Coalizione ambientale TESS e del Comitato Crinali Liberi Londa, insieme a varie associazioni ambientaliste.

Obiettivo: restituire alla cittadinanza le osservazioni sul progetto

Il convegno nasce per illustrare alla popolazione e agli amministratori i contenuti emersi nel procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale sul progetto eolico previsto nell’area montana di Londa. Le osservazioni, disponibili sul portale VIA della Regione Toscana, sono frutto del lavoro di consulenti tecnici indipendenti e mettono in luce criticità pesanti e articolate.

Paesaggio e crinali, tra visibilità e valore storico

Uno degli aspetti più controversi riguarda l’impatto paesaggistico e visivo degli aerogeneratori, ricostruito attraverso rendering 3D ad alta precisione. Le simulazioni mostrano l’effetto visivo delle pale eoliche lungo i crinali appenninici, in un contesto ambientale vicino al Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, e ne documentano il potenziale impatto su un paesaggio definito di “eccezionale valore storico, culturale e naturalistico”.

Secondo gli organizzatori, il progetto si scontrerebbe con una visione di tutela del paesaggio, inteso non solo come bene estetico, ma come elemento portante dell’identità del territorio e della sua economia turistica.

Rischi geologici e sicurezza in discussione

Non meno rilevanti le criticità geologiche, geomorfologiche e idrogeologiche segnalate nel dossier tecnico. I rilievi parlano di un contesto fragile, dove l’inserimento di strutture di grande impatto potrebbe generare instabilità del suolo e rischi idraulici.

Alle preoccupazioni ambientali si sommano quelle per la salute pubblica e la sicurezza: rumore, ombre rotanti, disturbi per il servizio di elisoccorso e navigazione aerea, oltre alla violazione dei criteri di distanza dai centri abitati e dalle strutture sensibili.

Un progetto osteggiato da più voci

Le opposizioni al progetto arrivano da molteplici soggetti: proprietari di casali storici, strutture turistiche ricettive, l’Ente Parco, le Soprintendenze regionali di Toscana ed Emilia-Romagna, oltre ad altre istituzioni pubbliche. Un fronte ampio e trasversale che non sembra intenzionato a cedere terreno.

La transizione energetica non come pretesto

Il tema centrale, per i promotori del convegno, è la distinzione tra transizione energetica e speculazione territoriale. Secondo il documento alla base dell’iniziativa, il passaggio alle energie rinnovabili non può diventare una scorciatoia per nuovi consumi di suolo, né un alibi per ignorare ecosistemi, paesaggi e realtà sociali locali.

Londa, come Comune del Parco Nazionale, rappresenta una zona delicata, già regolata da vincoli e normative di tutela. Il timore è che l’impianto eolico possa segnare un precedente pericoloso, con effetti a catena su altri territori limitrofi.

Conclusione

Il convegno del 15 febbraio non si propone solo come un evento informativo, ma come un momento chiave in un confronto che tocca ambiente, sviluppo, pianificazione e visione del futuro. Il progetto eolico, secondo le voci critiche, non può essere considerato una semplice opera infrastrutturale, ma un intervento che cambierebbe radicalmente la percezione e la fruizione di un’intera area appenninica.


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