Riceviamo e pubblichiamo
Gentile Sindaco,
le scriviamo questa lettera aperta perché abbiamo ascoltato con attenzione il suo intervento durante l’ultima seduta del consiglio comunale riferito al progetto dell’impianto industriale eolico di “Croce a Mori”
Sottolineiamo subito che non è nostra intenzione appartenere a questa o quell’altra tifoseria, come se questo progetto abbia lo stesso valore di una partita di calcio. La nostra intenzione è di contribuire ad un dibattito allargato che permetta a tutti noi, cittadini di Londa, di avere informazioni il più complete possibili sull’impatto reale di un’opera così “enorme”, che modificherà gli sviluppi futuri economici di questi territori e annullerà i privilegi di vivere in luoghi di grande valore ambientale e paesaggistico, ai confini di un importante Parco Nazionale.
Il rischio reale e concreto è che ad un certo punto “i giochi” saranno quasi fatti e che i cittadini non avranno più il tempo per valutare l’impatto di quest’opera irreversibile.
– Durante il suo intervento lei dichiara che per ora non si è potuto mostrare il progetto e bisogna ancora aspettare la pubblicazione del Progetto. In effetti, quasi nessuno sapeva niente del progetto. Ci chiediamo, invece, se non sarebbe stato opportuno dichiarare pubblicamente che sui crinali di Londa avrebbero fatto un impianto industriale eolico, senza entrare nelle specifiche del progetto, come hanno già fatto tanti primi cittadini nei loro Comuni facendo fronte comune perché preoccupati per il futuro delle proprie comunità.
– Nell’ultimo Consiglio comunale lei parla di “cose fantasiose” che le sono state dette da diversi cittadini incontrandola per strada in paese, ma la parola fantasiose non ci aiuta a capire quali sono le reali preoccupazioni che le hanno posto i suoi compaesani e a riflettere insieme sulle stesse in un dibattito di comunità. Le possiamo dire che una nostra preoccupazione è nata quando abbiamo letto che nell’elenco degli sponsor della “Festa della Pesca Regina di Londa” c’è la società che vuole realizzare l’impianto eolico industriale.
Certo, così facendo la società Hergo Renewables, che vuole cementificare i crinali, ha dimostrato che ci tiene alle tradizioni locali, ma noi invece pensiamo che questo impianto eolico industriale danneggerà definitivamente l’identità di Londa come Comune del Parco Nazionale, e la qualità del territorio con la conseguenza di declassarlo ad area industriale idonea all’implementazione di torri eoliche in numero e altezza.
Le produzioni e le ottime condizioni ambientali rimarranno con la stessa qualità che abbiamo oggi? È vero che se non mettiamo queste pale eoliche il futuro sarà un deserto e non ci sono altre soluzioni? Cosa significa “green washing”? Quali sono gli studi, ad oggi, sugli impatti per l’ambiente e per la salute umana di un impianto eolico di queste dimensioni?
Ovviamente non può essere lei a rispondere a queste domande e a darci certezze di un futuro migliore, sollecitiamo però un incontro pubblico per permettere ai cittadini di porre queste domande a ricercatori e studiosi con curricula professionali adeguati e non a tifosi del guadagno facile e parti in causa perché soggetti di profitto.
Proseguendo ad ascoltare il suo intervento, non abbiamo trovato nessuna dichiarazione in merito al tempo che rimarrà ai cittadini per fare osservazioni dopo la pubblicazione del Progetto, data in cui la Regione avvia le ultime fasi per arrivare all’approvazione del progetto. Sappiamo che dal 17 novembre la Regione Toscana potrà indire la Conferenza dei Servizi. Quanto tempo avremo, noi cittadini, per essere informati e per poter comprendere meglio cosa succederà ed eventualmente approvare o meno le decisioni dell’amministrazione?
Quale sviluppo economico ci sarà, al di là di guadagni immediati per la svendita del nostro benessere ambientale? Che futuro potrà avere un territorio industrializzato con i crinali occupati da “grattacieli” eolici, sempre nell’ipotesi che siano approvati?
Direi che la sua posizione sta favorendo in questo modo la società eolica che, ancora prima della presentazione pubblica del progetto da parte della Regione Toscana, si sta assicurando la benevolenza nell’“immediato” di singoli imprenditori locali, e proprietari di boschi, terreni e attività vendita? Certamente, nell’assemblea pubblica che aspettiamo da più di due mesi, aspettiamo che “l’Uomo del Monte”, riportando una famosa pubblicità, insieme al suo team ci racconti solo benefici e qualche piccolo disturbo ambientale?
A noi non sembra un percorso partecipato. Ormai è troppo tardi per tutto.
Lei ci ha detto che è stata presentata la richiesta per l’autorizzazione unica alla Regione, ma non ci ha spiegato cosa significa. Noi abbiamo approfondito l’argomento, anche con la consulenza di avvocati, e possiamo dirle che è molto facile da spiegare e che è fondamentale saperlo.
In pratica, la richiesta di autorizzazione unica in Regione avvia l’iter di approvazione del progetto e quindi inizia il conto alla rovescia per l’approvazione definitiva. Una volta approvato il progetto, se necessario, seguiranno gli espropri e l’apertura dei cantieri. I tempi sono molto rapidi una volta che la documentazione sarà completata e la società avrà risposto alle osservazioni ricevute dai vari enti.
Come lei saprà, per legge, i cittadini possono presentare a loro volta delle osservazioni, chiaramente meglio se documentate da propri consulenti fidati, ricercatori e professionisti, oltre a eventuali istanze della collettività.
Dal 26 agosto, con lettera PEC, le abbiamo richiesto un incontro informativo pubblico che ad oggi, 21 novembre, è stato nei fatti negato alla popolazione.
In questi mesi è ormai maturata la convinzione del suo chiaro favore al progetto senza alcun confronto con la popolazione, mentre proprietari di terreni e attività vengono contattati per la vendita dei terreni e benefici da conseguire.
Chiediamo che i cittadini vengano realmente informati, e non all’ultimo, e solo dalla società eolica che è portatrice di interesse, prevedendo alcuni incontri dove spesso il dibattito è assente perché non c’è stata una corretta fase propedeutica di informazione ai cittadini.
Per noi è di vitale importanza informarci, chiedendo a responsabili, studiosi e ricercatori che lavorano nell’Ente Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, oppure ai membri della Comunità del Parco che è composta dai rappresentanti di tutti gli enti locali interni al Parco (es. i sindaci dei Comuni del Parco), ai ricercatori dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) o infine altri ricercatori e figure professionali che permettano alle persone di capire meglio questo intervento che modificherà per sempre, cioè in modo irreversibile, questo territorio che sarà trasformato da preziosa area naturale ad area industriale.
Londa ha un vero futuro solo nel Parco Nazionale Foreste Casentinesi, come sito industrializzato invece tutte le prospettive si azzerano a fronte di vantaggi economici discutibili, temporanei e non obbligatori, e danni certi, irreversibili, irripristinabili.
Ora e qui, adesso si gioca il destino del Comune di Londa.
Con questa lettera aperta la informiamo che, come cittadini residenti a Londa e cittadini interessati alla tutela dei confini del Parco Nazionale Foreste Casentinesi, aiuteremo a fare emergere la verità per salvaguardare il futuro dei crinali appenninici e i territori, attraverso l’informazione, la difesa legale, con iniziative, incontri ed assemblee pubbliche aperte ad amministratori, esperti, comitati, associazioni, alla cittadinanza tutta, nella speranza che sia possibile ancora dialogare per raggiungere obiettivi a vantaggio della comunità e non di interessi speculativi e finanziari.
Comitato Crinali Liberi Londa
Comitati Territoriali Riuniti
Coalizione Ambientale TESS – Transizione Energetica Senza Speculazione

