La XXVIII edizione del Premio Internazionale “Le Velo – L’Europa per lo sport” si è svolta come da tradizione nella splendida cornice della Fattoria Il Palagio di Scarperia, trasformando una semplice premiazione in una serata intensa di emozioni, testimonianze e riflessioni. Non solo riconoscimenti a carriere sportive eccezionali, ma soprattutto spazio a storie di impegno, rinascita e determinazione, elementi che rendono questo premio uno degli eventi più significativi del panorama sportivo nazionale.
Riccardo Nencini, ideatore del premio insieme a Leonardo Manzani e Alfredo Martini, ha aperto la serata ricordando lo spirito con cui, ormai quasi trent’anni fa, nacque questa manifestazione: «Non ci limitiamo ai risultati, cerchiamo le storie. Quelle che mostrano l’anima dello sport, il lato umano che si cela dietro ogni impresa». Un richiamo forte ai valori autentici dello sport, in un periodo in cui il palcoscenico sportivo è spesso dominato da luci e clamore mediatico.
Quest’anno, non a caso, la cerimonia si è svolta in contemporanea con il Vélo d’Or in Francia, premio che originariamente ispirò Le Velo. Una coincidenza che ha rafforzato la volontà degli organizzatori di puntare tutto sull’umanità dello sport: sogni costruiti con fatica, ostacoli superati con tenacia, passioni che diventano percorsi di vita.
Un albo d’oro che racconta persone prima che campioni
Il valore della serata è tutto racchiuso nelle storie dei premiati. A partire da Lorenzo Noferini, giovanissimo talento dell’enduro, che nel 2025 ha vissuto un anno da protagonista con la convocazione ai mondiali in Svizzera. Originario del Mugello, atleta del Ciclo Club Appenninico, Lorenzo ha raccontato la nascita della sua passione in famiglia, l’orgoglio per la maglia azzurra e la determinazione che lo spinge ad allenarsi ogni giorno, sognando traguardi sempre più ambiziosi.
Tra i momenti più toccanti, il riconoscimento alla Rari Nantes Florentia Water Polo Ability, rappresentata da Andrea Pieri, Laura Perego e dagli atleti della squadra. Una realtà che ha conquistato Campionato e Coppa Italia nella pallanuoto paralimpica, ma che ha saputo andare oltre il risultato sportivo, raccontando la forza dello spirito di squadra e la capacità di ripartire sempre, trasformando la vasca in un luogo di crescita personale e sociale.
Poi è stata la volta di Manuela Nicolosi, arbitro internazionale, che ha raggiunto traguardi storici per il calcio femminile, come la direzione della finale della Coppa del Mondo Femminile e della Supercoppa UEFA maschile del 2019. La sua testimonianza ha mostrato quanto la forza interiore possa abbattere i pregiudizi e quanto lo sport, per una donna, possa essere anche un laboratorio di autodeterminazione e crescita.
Franco Chioccioli e Andrea Zorzi: due icone tra ciclismo e volley
L’applauso più lungo è stato per Franco Chioccioli, vincitore del Giro d’Italia 1991, esempio vivente di tenacia. Il suo racconto ha attraversato le emozioni di una carriera costruita lontano dai riflettori, ma ricca di senso e passione. Il rammarico per non aver potuto affrontare il Tour de France con la preparazione adeguata e l’analisi del ciclismo attuale hanno emozionato la platea, ricordando che anche lo sport moderno ha bisogno di figure capaci di ispirare.
Il Premio “Riccardo Benvenuti” è stato assegnato a Andrea Zorzi, ex pallavolista della Nazionale Italiana e membro della leggendaria generazione di fenomeni. Con la consueta lucidità, Zorzi ha voluto rompere la logica dicotomica tra vincenti e perdenti: «Lo sport va vissuto nella sua totalità, come scuola di vita, non solo come corsa al podio». La sua nuova vita da attore e narratore teatrale, con spettacoli come “La leggenda del pallavolista volante” e “Avventuroso viaggio a Olimpia”, testimonia un desiderio profondo di raccontare lo sport attraverso l’arte, mantenendone vivo lo spirito anche fuori dai campi.
Solidarietà e territorio: Le Velo non dimentica il cuore
La serata si è aperta con un momento di solidarietà, in memoria di Paola Leoni. Il riconoscimento è andato alla Fondazione ProgettiAmo… il Durante e Dopo di Noi – ETS, impegnata nel costruire un futuro dignitoso per persone con disabilità, unendo famiglie e associazioni in un progetto di inclusione attiva.
Non sono mancati riferimenti all’identità del territorio. Le targhe-premio, create artigianalmente da Claudia De Fausti e Luca Mommarelli, erano ispirate al tema “Gli Alberi del Mugello”, simbolo di radici e crescita. Il tutto accompagnato da un cesto di prodotti tipici curato da Poggio del Farro, che ha valorizzato ancora una volta le eccellenze locali.
Il Premio Le Velo si conferma quindi non solo come evento sportivo, ma come vera e propria narrazione collettiva, dove sport, comunità, arte e solidarietà si incontrano per celebrare non i soli vincitori, ma l’essenza stessa dello sport come esperienza umana.


