Unione dei Comuni Valdarno e Valdisieve: è il PD che ha fallito, nessuno cerchi alibi.

Le forze politiche di opposizione che siedono nel Consiglio dell’Unione dei Comuni Valdarno e Valdisieve si sono incontrate a Pontassieve per confrontarsi sul futuro dell’Unione in ragione delle discordanti notizie trapelate sulla stampa locale e delle dichiarazioni altrettanto ambigue di alcuni Sindaci. Alcuni amministratori, ieri fra i massimi sostenitori dell’Unione e dell’efficienza che inevitabilmente sarebbe derivata dalla gestione associata dei servizi, la dichiarano oggi improvvisamente fallita, indicando la nuova via nella fusione fra Comuni.
Nessuna fra le nostre forze politiche accetterà che l’Unione sia dichiarata morta, dall’oggi al domani, senza che ai cittadini ne siano spiegate le cause e le responsabilità. Cause e responsabilità che risiedono nella miopia con la quale il PD, al governo in tutte le sedi amministrative coinvolte, ha costruito l’Unione dei Comuni: senza tenere conto delle similitudini organiche del territorio e delle risorse, senza alcun reale interesse di raggiungere maggiori efficienze nella gestione dei servizi, ma inseguendo altri obiettivi che ha adesso il dovere di chiarire pubblicamente. La mancanza di una visione ampia e orientata all’interesse dei cittadini ha portato alla costruzione di una cattiva Unione,
senza risparmi di spesa, senza migliori servizi per i territori, senza utilità per i cittadini, come è da tempo sotto gli occhi di tutti.
I Comuni hanno associato servizi in ordine sparso, senza una coerenza complessiva, in maniera così poco lineare che appare essere un processo per tentativi, con frequenti passi indietro e ripensamenti.
Dinanzi alle proposte di gestione associata dei servizi presentate negli anni, le opposizioni hanno frequentemente richiesto nei Consigli comunali che si potessero verificare i risultati già ottenuti in termini di efficienza e risparmi, senza ottenere risposte soddisfacenti; dobbiamo perciò pensare che la maggioranza fosse così certa dei miglioramenti, da ritenere superflue verifiche e valutazioni in corso d’opera.
Oggi, pertanto, nessuna forza politica di opposizione appartenente ai Comuni dell’Unione ritiene minimamente accettabile che sia calata dall’alto alcuna scelta in merito al futuro di tale organo, senza un confronto aperto ai cittadini, né tantomeno che esponenti di primo piano del Partito Democratico, artefici del fallimento, possano oggi fuggire dalle proprie responsabilità indicando la soluzione nella fusione fra Comuni.
Qualsiasi prospettiva futura richiederà comunque una visione politica di lungo periodo, che tenga conto delle necessità delle amministrazioni con minori risorse, che ponga i singoli Comuni e i Consigli comunali al centro del processo decisionale in qualità di enti ed organi vicini ai cittadini e di essi maggiormente rappresentativi, ultimo baluardo di democrazia partecipata in questo momento storico; la maggioranza si assumerà altrimenti la responsabilità di ulteriori scelte di corto respiro.
Fabio Rubino – Pelago
Francesco Tapinassi – Rufina
Lorenzo Rosini – Rignano
Marco Bosi – San Godenzo
Tommaso Cuoretti – Londa
Claudio Cherici, Simone Gori – Pontassieve

