Home » LE LAUREE IN CANOTTIERA

LE LAUREE IN CANOTTIERA

di Leonardo Romagnoli

LE LAUREE IN CANOTTIERA

LE LAUREE IN CANOTTIERA

di Francesco Merlo

La Repubblica 8.4.12

Nel cerchio magico, plurilaureato al mercato di Gemonio, c’è la vera anti-Italia di Bossi. E’ dunque un grave errore ridere di quel valzer di diplomi e di lauree comprate, che sono purtroppo la nostra piccola ‘Fahrenheit 451′ nel cuore del Nord più colto e raffinato, sono il rogo dei libri nelle valli dei dané. E certo si capisce che ora circolino le battute sulla Lega che . E si sprecano le volgarità su Rosy Mauro, la nera che < sta rovinando il capo>, che ha laureato in Svizzera anche il suo giovane compagno, poliziotto ed artista che cantando un po’ si presta alla ferocia della satira sboccata. Perciò Mamma Ebe promette di riempire l’Italia di sganassoni con le sue grandi mani di fatica, rosse e nodose, il cerchio all’ anulare, mani laureate in Svizzera che è un dettaglio gradasso di Bossi, una pernacchia in più all’Italia dei saperi: ‘non solo regalo la laurea alla mia badante. ma la compro addirittura in Svizzera’, insomma meglio di quella di Mario Monti, meglio di quella della Fornero.
Come si vede, dunque, la degradazione del titolo di studio in patacca da rigattiere nella zona più ricca d’Italia non è il dettaglio pittoresco di una ben più seria sconfitta politica. Al contrario, nel Trota che manda in pensione l’asino e, dopo tre bocciature, il partito gli compra l’agognato e immeritato diploma al mercato nero di chissadove, c’è già la secessione in atto.
Sulle spalle di questo povero figlio, che dal 2010 frequenta a Londra una misteriosa università ( disse a Vanity Fair) pagata dagli italiani sotto forma di rimborsi elettorali, non c’è solo l’ennesimo aggiornamento del ‘tengo famiglia’ e della logica del cognome che pure spiegano la sua carriera politica. Ma c’è l’aggressione a quel primato dell’ingegno che ancora ci identifica in tutto il mondo, all’Italia che ora cammina sulle gambe di Riccardo Muti e di Renzo Piano, di Umberto Eco e di Carlo Rubbia, a quella che sarà pure diventata una retorica già gravemente minacciata di decadenza, ma che solo la faccia del trota economista a Londra riesce profondamente a umiliare.
Papà Bossi, che lo voleva come delfino ed erede politico, gli ha negato un’ individualità, lo ha azzerato e senza offrirgli via di scampo lo ha modellato come pataccaro leghista, ancora più pataccaro e leghista di sé, ha marchiato la sua giovane coscienza con il dio Po e con tutte le altre corbellerie padane sino a fargli presentare, agli esami di maturità, delle tesi su quel Cattaneo che solo papà ha ridotto a piazzista politico e a imbroglione, ma che in realtà è un autore difficile anche per i professori. Il risultato ovvio non è solo la bocciatura, ma anche quella sua faccia apatica su cui si sarebbero esercitati Piero Camporesi e Arnold Gehelen, la faccia come modello d’ inconsistenza che sognavano d’incontrare Walter Chiari, Cochi e Renato e i cabarettisti del Derby, la faccia su cui si ora si sta crudelmente divertendo l’Italia.
Ebbene, quella faccia andrebbe presa drammaticamente sul serio perché esprime benissimo l’aggressione dell’incultura leghista all’identità nazionale, è la faccia-bandiera della competenza degradata ad incompetenza nella provincia nordista degli Aiazzone dove i libri sono da sempre arredamento.
Ecco perché il cerchio magico che si compra le lauree non è l’evoluzione nordista della vecchia e gloriosa truffa all’italiana. Qui non ci sono Totò e Peppino a Gemonio. E nella signora Bossi, premiata con una scuola privata, la Bosina, per la quale il marito chiede al partito un milione e mezzo di euro, non c’è solo il paese delle mogli, il trionfo della solita economia domestica che è l’ unica scienza finanziaria nazionale, né c’è solo il tributo del celodurista spelacchiato all’Italia del matriarcato dove, nonostante la biologia, è sempre la moglie che ingravida il marito. Certo, la signora Manuela , governando il marito ha governato l’ intero governo italiano che della Lega è stato lungamente ostaggio, ma in quella scuola privata c’è qualcosa di più e di peggio, qualcosa forse di irreparabile nel mondo del mito sciaguratamente brianzolizzato del self made man che ora ricicla danaro illecito, nella fuga dalla condizione operaria verso quella dei piccoli padroni che evadono il fisco, nella corruzione politica da record che devasta la Lombardia

Potrebbe anche piacerti

Mostra/Nascondi Podcast Player
-
00:00
00:00
Update Required Flash plugin
-
00:00
00:00