L’11 settembre è una catastrofe non per il ricordo drammatico del crollo delle Torri Gemelle ma per l’inizio dell’anno scolastico in Toscana.
“la data scelta ostinatamente dalla Regione per l’inizio delle lezioni, mercoledi 11 settembre, non serve a nessuno e danneggia tutti. Non serve alla famiglie , stremate da tre mesi di “ferie” dei figlioli, rimbalzati a destra e a sinistra fin dai primi di giugno.Non serve perché tre giorni in più o in meno sono come allungare o accorciare una dozzina di metri ai 42 km della maratona(che non sarebbe più una gara regolare.Ndr)(…)Offrire agli operatori e alla gente una settimana piena, spesso di tempo gradevole e di costi accessibili, non risolve certo il problema della crisi, ma rappresenta una boccata d’ossigeno salutare.”(La Nazione – G. Canè) L’11 settembre è quindi una sciagura e ancora di più lo sarebbe stato il 9 che , il direttore forse non lo sa, può essere scelto autonomamente dalle scuole in accordo con i comuni. La saggezza scrive il giornalista avrebbe indicato il 16 anche perché nei primi giorni “l’approccio è semi festivo” e poi i previsti 200 giorni di lezione sono intaccati già dalle ” settimane e mesi autunnali in cui nei licei si fa autogestione e occupazione”.
A parte il fatto che l’orario riguarda le scuole di ogni ordine e grado, la questione risulta davvero risibile e farla diventare un caso dimostra un approccio sbagliato alla promozione turistica.
Se si passa al tono degli articoli di cronaca si sfiora ancora di più il ridicolo:”Gli studenti toscani rischiano di ascoltare la prima campanella indossando infradito e maglietta” (sic).
Gli albergatori poi usano termini apocalittici : “Gli effetti economici su Viareggio e la Versilia per questa decisione scellerata saranno devastanti. Settembre ha un suo peso in termini di flussi, gran parte della clientela è di tipo familiare, ha la seconda casa in città , prenota il bagno per tutta la stagione proprio per stare il più possibile sul mare prima dell’arrivo dell’autunno, in un mese che negli ultimi tempi è stato splendido( non c’era la crisi economica?ndr). Con loro e gli stranieri potevamo lavorare bene”(presidente Ascom). Già gli stranieri. “ce lo insegnano i tedeschi come dovremmo fare” tuona un operatore.
E si citano poi i dati sulle presenze turistiche negli ultimi anni che non ci aiutano a capire nulla perché , come ci dicono quotidianamente altre pagine dei giornali, gli italiani negli ultimi due anni hanno subito pesantemente la crisi con una perdita di milioni di posti di lavoro e una diminuzione della capacità di risparmio e di spesa che ha avuto riflessi negativi proprio sulle attività considerate non essenziali tra cui rientrano anche le ferie. Il riferimento agli stranieri è ancora più curioso perché le vacanze estive in Germania durano 6 settimane ( un mese e mezzo) e il rientro a scuola varia a seconda dei lander da agosto nel nord all’11 settembre della Baviera ( dove la scuola termina il 31 luglio). Ci sono altri periodi di vacanza durante l’anno per Natale e pasqua ( come in Italia) e qualche settimana tra primavera e autunno ( da noi ci sono i “ponti”).
La differenza sta nel fatto che nessuno in Germania penserebbe mai di protestare sull’inizio o la fine dell’anno scolastico.
In Italia e anche in Toscana il vero problema sono le perdite di giorni per incompletezza degli organici, la mancanza di attrezzature per la didattica, la scarsità di fondi per svolgere importanti attività complementari alla normale programmazione, per non parlare di insegnati di sostegno o di contributi e borse di studio per famiglie in difficoltà. E questi problemi non si dimenticano con qualche giorno di vacanza in più che ormai sono in pochi a potersi permettere.
LR
PS Nello stesso giorno sulle pagine economiche troviamo questi dati Istat : nel 2012 il reddito delle famiglie italiane è diminuito ancora del 2,1% e il potere d’acquisto è calato di un altro 4,8%. In Italia una famiglia su se1 è povera, almeno rispetto ad una soglia fissata in circa 8.500 euro , circa il16,5% rispetto al 13% dell’area euro. Nonostante questo le famiglie italiane sono le meno indebitate (25,25).

