21 Giugno 2013, ancora una volta ho dovuto toccare con mano la grave crisi
attraversata dal sistema produttivo di Barberino e del Mugello, incontrando i
lavoratori(oltre 90) della Mape Tecnol di Galliano che scioperavano perchè
dopo 4 anni di grave crisi e Cassa Integrazione, da qualche mese hanno
grosse difficoltà per riscuotere lo stipendio.
Il giorno prima avevo incontrato in Comune, al centro per l’impiego, i
lavoratori(19) della Nuova Biplast, altra azienda di Barberino, che ha iniziato
le procedure per la cessazione dell’attività. Circa due mesi fa era stata la
volta dei lavoratori(95) della Mugello Lavori.
Andando, di poco, indietro nel tempo: Super Rifle, Lavor Watch, Emmelunga,
Fondic, Edison Giocattoli, Warnaco, …..
Sono consapevole che quello descritto, purtroppo, è uno scenario che
riguarda l’Italia intera e gran parte dell’Europa, ma qui da noi, nel Mugello,
tutto questo assume una valenza particolare perchè, quello economico, è solo
una parte di un sistema complessivo che va sgretolandosi.
È della settimana scorsa la notizia di un ulteriore ridimensionamento dei
servizi offerti dall’Ospedale del Mugello, il NOSTRO Ospedale. Inutile
nascondersi che non sarà l’ultimo.
Il trasporto pubblico, da sempre insufficiente, negli ultimi anni, soprattutto a
causa dei tagli governativi, si è ulteriormente ridotto, mentre ne sono
aumentati i costi. Inutile dire che in un area come la nostra l’impatto è ben
più grande, rispetto ad aree metropolitane.
Il sistema scolastico e formativo è sempre più debole e carente, i tagli al
personale, docente e non docente, hanno ridotto la nostra offerta formativa
nella Scuola secondaria e peggiorato la qualità in quella primaria.
La gestione dei rifiuti ha raggiunto costi ormai insopportabili per i Bilanci dei
Comuni e per le tasche dei cittadini, a fronte di un servizio per tanti aspetti
insufficiente e che ogni anno ci procura le multe dell’Europa per il non
raggiungimento dei livelli di raccolta differenziata.
In ultimo, non certo per importanza, nella discussione sulla riforma dei livelli
istituzionali territoriali(province, aree metropolitane, grande Firenze grande,
aree vaste, …) non trovano posto le istanze e le problematiche delle aree
marginali come il Mugello, marginali da un punto di vista territoriale, ma che
sono strategiche in una visione equilibrata dello sviluppo di una Regione.
Quanto detto finora è solo un elenco parziale delle criticità sul terreno, ma
penso possa bastare per affermare che: o riusciamo a riaprire un
ragionamento sul “Sistema Mugello”, a difendere, con fermezza e
determinazione, i nostri presidi essenziali o torneremo(continueremo?) ad
essere satellite di sistemi più grandi(non necessariamente migliori) del
nostro.
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