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“Io compro in negozio a Dicomano”: l’appello del Gruppo Dicomanocheverrà per salvare i negozi di vicinato

di Leonardo Romagnoli

Un paese senza negozi è un paese destinato a spegnersi lentamente. Con questa convinzione il Gruppo Dicomanocheverrà ha presentato durante il Consiglio Comunale del 16 giugno scorso un Ordine del Giorno intitolato “Io compro in negozio a Dicomano”, volto a sostenere concretamente la rete del commercio locale. Negli ultimi anni anche Dicomano ha visto chiudere diversi negozi storici, senza che nuove attività prendessero il loro posto. Una tendenza che non riguarda soltanto questo comune, ma che si inserisce in un fenomeno più ampio, frutto del cambiamento delle abitudini di acquisto, della crescita dell’e-commerce e del ruolo sempre più centrale della grande distribuzione organizzata. Tuttavia, come sottolineano Laura Barlotti, Giampaolo Marangi e Cristina Ticci, è indispensabile provare a invertire questa rotta prima che diventi irreversibile.

“Solo acquistando nei negozi di vicinato possiamo sperare di conservarli”, spiegano i consiglieri. Un negozio aperto non è soltanto un servizio per chi abita in paese, ma rappresenta anche un presidio sociale e un elemento di decoro urbano, capace di migliorare l’immagine di Dicomano agli occhi dei turisti, specialmente nel periodo estivo. La presenza di attività commerciali diventa ancora più importante in un contesto demografico caratterizzato dall’invecchiamento della popolazione, che rende la prossimità dei servizi un requisito fondamentale per la qualità della vita.

L’Ordine del Giorno proposto chiedeva all’amministrazione comunale di finanziare e sostenere una campagna promozionale sul modello di quelle già sperimentate in alcune località della Romagna. Il progetto prevedeva, in sintesi, di attivare una serie di vantaggi economici per chi sceglie di comprare nei negozi del paese: sconti, agevolazioni o altri incentivi da concordare con gli esercizi aderenti, le associazioni di categoria e l’ente comunale. L’obiettivo non era solo quello di stimolare i consumi, ma anche di lanciare un segnale di attenzione e di fiducia verso chi continua a investire nel commercio locale.

Nonostante l’iniziativa abbia trovato il sostegno del gruppo proponente e del consigliere di opposizione di Insieme per Dicomano, la proposta non è stata approvata. Ciò non ha però scoraggiato i promotori, che hanno annunciato di voler proseguire con azioni di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza, affinché si consolidi una maggiore consapevolezza dell’importanza di difendere i negozi di paese.

Laura Barlotti, Giampaolo Marangi e Cristina Ticci hanno ribadito che la sfida non riguarda soltanto gli esercenti, ma tutti i residenti: “Se vogliamo continuare ad avere negozi aperti sotto casa, dobbiamo essere i primi a sostenerli con le nostre scelte quotidiane. Non è solo una questione economica: i negozi contribuiscono alla sicurezza delle strade e alla vitalità del nostro centro, dando un volto più accogliente al paese”.

Il messaggio è chiaro: ogni piccolo acquisto può fare la differenza. In un’epoca in cui la comodità degli acquisti online sembra prevalere, il rischio concreto è che i centri storici si spopolino e perdano la loro identità. “Un paese vivo è un paese dove le vetrine non si spengono – concludono i consiglieri – e dove chi passa per le strade può trovare servizi, relazioni e occasioni di incontro”.

Il Gruppo Dicomanocheverrà si dice determinato a tornare a proporre progetti di sostegno al commercio locale e invita i cittadini a unirsi a questa battaglia di responsabilità collettiva.

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