Da incontro istituzioni mugellane-Azienda sanitaria ampie rassicurazioni per l’ospedale
Sospensione della chiusura del servizio di interruzione volontaria di gravidanza fino al 30 settembre, con la costituzione di un gruppo di lavoro Asl-Società della Salute Mugello. E ampie rassicurazioni sull’ospedale del Mugello.
Un gruppo di lavoro composto da un lato dalla presidente Ida Ciucchi e da Silvia Giovannini e Fiammetta Capirossi dell’esecutivo della SdS, e dall’altro dai responsabili dell’Azienda sanitaria di Firenze che organizzano il servizio materno infantile e dei consultori approfondirà le problematiche tecnico-organizzative che, nel rispetto dei dettati della legge 194, aveva portato alla decisione di sospendere il servizio di interruzione volontaria di gravidanza nell’ospedale del Mugello. Gruppo di lavoro che entro il 30 settembre esprimerà i propri pareri. Fino a quella data è stato deciso di sospendere la chiusura del servizio.
La decisione è stata presa nel corso di un incontro tenutosi a Borgo San Lorenzo al quale hanno partecipato la presidente e la giunta della SdS Mugello, i sindaci della zona e il direttore generale dell’Asl 10 Firenze Paolo Morello. Un incontro giudicato positivo dagli amministratori perché è servito a riaffermare il principio del confronto sistematico tra istituzionali locali e Azienda sanitaria sulle trasformazioni del sistema sanitario regionale che interessano anche il Mugello, a più voci sollecitato dagli amministratori.
E’ stato deciso che il gruppo di lavoro che analizzerà le tematiche relative al servizio Ivg all’ospedale informerà costantemente le rappresentanti del coordinamento difesa 194 presenti alla discussione.
Ma nel corso dell’incontro il dottor Morello ha fornito più ampie rassicurazioni per l’ospedale del Mugello che nella riforma toscana dei presidi ospedalieri viene classificato nella categoria “zonali”, ossia con le principali e generali strutture e divisione sanitarie (pronto soccorso, maternità, medicina, chirurgia, anestesia, ortopedia, cardiologia).
“La sollecitazione che è partita unanimemente dal territorio, e mi sembra sia stata raccolta – sottolinea la presidente della Società della Salute Mugello Ida Ciucchi – era rivolta alla cooperazione istituzionale e concertazione, ad un dialogo costante con i vertici dell’Azienda sanitaria. E’ in atto una riforma generale del sistema sanitario toscano e di quello territoriale: siamo disponibili a discutere e a confrontarci su razionalizzazioni e cambiamenti ma non possiamo e vogliamo rinunciare a servizi e presidi fondamentali per il territorio. Ci sono servizi indispensabili e irrinunciabili, soprattutto per cittadini che abitano in territori montani come il nostro”.
Concetto espresso da tutti i sindaci presenti, col presidente dell’Unione montana dei Comuni del Mugello Giovanni Bettarini che ha ribadito la specificità montana del Mugello, e la centralità del presidio ospedaliero di Borgo: “Nella gestione dei servizi entrano in gioco i diritti di cittadinanza. Abbiamo delle peculiarità territoriali, a cominciare dall’estensione, che incidono su bisogni ed esigenze, e di questo va sempre tenuto conto. E’ evidente che siamo in un periodo di difficoltà ma bisogna che sia chiaro che un ospedale che serve un’area grande come quella del Mugello è una risorsa irrinunciabile per Comuni e cittadini. E sulla riforma del modello sanitario toscano e territoriale è necessaria una concertazione anche con l’assessore regionale alla Sanità”.
Infine, sull’organizzazione dei servizi sociosanitari territoriali, gli amministratori locali hanno ribadito la volontà di svolgere un ruolo attivo, non disperdendo la positiva ed efficace esperienza della SdS mugellana che si è tradotta in una semplificazione e reale integrazione dei servizi con un’ottimizzazione delle risorse.

