Tre auto coinvolte e quattro persone finite in ospedale dopo l’attraversamento di un cinghiale sulla Sagginalese. Futuro Nazionale chiede alla Regione di cambiare strategia sul contenimento degli ungulati.
Tre auto coinvolte, quattro persone trasportate in ospedale e, all’origine dell’incidente, un cinghiale comparso improvvisamente sulla carreggiata. Quanto accaduto domenica sera sulla SP 41 Sagginalese, nei pressi di Ponte a Vicchio, diventa ora un caso politico. Futuro Nazionale accusa la Regione Toscana di non essere riuscita a contenere efficacemente la presenza degli ungulati e chiede un cambio di strategia.
A intervenire sono Andrea Cuscito, responsabile provinciale di Futuro Nazionale, e Giampaolo Giannelli, capogruppo del movimento nell’Unione dei Comuni del Mugello.
L’incidente si è verificato intorno alle 23 di domenica 13 settembre. L’attraversamento della carreggiata da parte di un cinghiale ha coinvolto tre vetture con sei persone a bordo. Quattro occupanti sono stati trasportati al Pronto Soccorso dell’ospedale del Mugello per accertamenti, senza gravi conseguenze.
Per Cuscito e Giannelli l’episodio rappresenta però l’ennesimo campanello d’allarme.
«L’emergenza ungulati nel Mugello e più in generale in tutta la Toscana è un problema grave e ormai conclamato – sostengono i due esponenti di Futuro Nazionale –. Di fronte a questa situazione, la politica di contenimento adottata dalla Regione Toscana a guida PD si è dimostrata totalmente fallimentare».
Il punto centrale sollevato dai due rappresentanti politici è quello della sicurezza stradale. Una questione che, secondo Cuscito e Giannelli, deve ormai essere affrontata insieme ai tradizionali problemi provocati dalla fauna selvatica alle coltivazioni e all’ambiente.
«Questa volta sono state ben tre le vetture coinvolte, con quattro persone trasportate in ospedale. Fortunatamente non si è verificata una tragedia ancora più grave, ma non possiamo continuare ad affidare alla fortuna la sicurezza di chi percorre le nostre strade».
Futuro Nazionale chiede quindi alla Regione Toscana di verificare l’efficacia degli strumenti attualmente utilizzati per la gestione degli ungulati e, se necessario, di modificarli.
Nel mirino vengono indicati in particolare il Piano faunistico-venatorio regionale e gli strumenti previsti per la gestione di cervidi e bovidi. Cuscito e Giannelli chiedono un piano di intervento che coinvolga maggiormente anche le associazioni venatorie e gli operatori presenti sul territorio.
«Non si tratta più soltanto di una questione legata ai danni all’agricoltura o agli equilibri faunistici – concludono –: qui è in gioco anche la sicurezza dei cittadini».
L’incidente di Ponte a Vicchio diventa così occasione per riportare al centro del dibattito un problema particolarmente sentito nelle aree rurali e montane: quello della convivenza tra una presenza significativa di fauna selvatica e una rete stradale che attraversa boschi, campagne e zone vicine ai centri abitati.

