Il convegno sul turismo in Mugello che si svolto venerdi 18 all’autodromo di Scarperia è stata un’ottima occasione per fare il punto su uno dei settori fondamentali per l’economia e l’occupazione in Mugello.
Intanto iniziamo da numeri forniti dall’unione dei Comuni e dalle elaborazioni di Irpet: nel 2015 sono state 475.000 le notti trascorse in strutture ricettive del Mugello e Alto Mugello concentrate essenzialmente nel periodo aprile – ottobre e in particolare nei mesi di luglio e agosto (83%). I turisti sono per il 60% italiani e per il 40% stranieri con una prevalenza dal nord Europa anche se le presenze invece si equivalgono e sono gli stranieri che hanno aumentato il loro interesse per il Mugello del 18%.
Il Mugello, è stato sottolineato in più interventi, ha una potenzialità enorme derivante dalle proprie caratteristiche e dalla vicinanza alla città di Firenze che è uno dei poli turistici più attrattivi d’Italia.
Il Mugello ha impianti e strutture per potere rispondere a chi è interessato al turismo sportivo, dal golf al lago di Bilancino, ma anche percorsi di montagna e di cicloturismo che vantano migliaia di appassionati che si spostano sul territorio con al seguito famiglie e amici e che rappresentano un segmento molto interessante di un turismo qualificato.
Il Mugello vanta due siti Unesco(Cafaggiolo e Trebbio) e molte presenze storiche, architettoniche e archeologiche per accontentare una fascia più interessata agli aspetti culturali e che oggi utilizza le strutture del Mugello solo in funzione di visite a Firenze.
Il Mugello è un distretto agricolo di qualità con prodotti ormai affermati sui mercati nazionali e internazionali a cui deve agganciarsi una proposta enogastronomica capace di stimolare e favorire la presenza di un turismo nazionale e internazionale attento alla genuinità delle proposte alimentari.
Il ruolo del Mugello come base per il turista interessato a vivere le città d’arte della Toscana e della Romagna, restando comunque in un’area tranquilla, potrà trovare un punto di forza soprattutto nella valorizzazione della ferrovia Faentina. Studi e impegni in tal senso ne sono stati fatti molti bisognerebbe cercare di sfruttare la prossima gara per il trasporto su ferro della Regione per inserire il potenziamento della ferrovia Faentina in funzione di metropolitana per l’area fiorentina( e da qui verso Pisa , Siena e Arezzo) e di collegamento diretto con la costa Adriatica e le città d’arte della Romagna. Un programma di cooperazione tra le due regioni avrebbe anche la possibilità di attrarre risorse eventualmente presenti nei programmi comunitari rivolti al settore turistico.
Tornando al Mugello è stato ricordato che le strutture ricettive presenti(ufficiali) sono 308 di cui 42 alberghiere e 266 extra alberghiere (agriturismi, bed&breakfast, affittacamere, etc) con 7800 posti letto. La media di permanenza non è molto alta 3,5 giorni ma neppure mordi e fuggi.
La capacità di accoglienza del territorio potrebbe essere di 1.600.000 presenze e attualmente sono arrivate a 475/477 mila e negli ultimi 10 anni, non certo facili vista la crisi economica, l’incremento di presenze è stato appena dell’8% (25.000). Ci sono quindi ampi margini di crescita che vanno stimolati facendo anche delle scelte sul turismo che si intende privilegiare. Dal punto di vista economico il settore turistico rappresenta oggi il 6,9 del Pil mugellano con una spese di 80 milioni di euro, ma è il 14,9% dei consumi e il 14% dell’occupazione con oltre 6.300 persone impegnate tra accoglienza e ristorazione. Questi sono i numeri “ufficiali”, ma come ha ricordato il ricercatore dell’Irpet ci sono altrettante presenze che si rivolgono a strutture private non commerciali e che sfuggono ad ogni rilevazione. Non è solo abusivismo ma anche una diffusa proprietà di seconde case distribuite su tutto il territorio mugellano che vengono utilizzate anche per periodi non brevi dai proprietari non residenti oppure concesse ad amici e conoscenti.
Infine è stata ricordata la recente riforma della legge regionale sul turismo che sembrerebbe dare un ruolo di rilievo alle Unioni nella gestione della promozione e dell’informazione turistica, si spera con adeguate risorse perché non c’è dubbio che buona parte dei successi ottenuti dal Mugello sul versante turistico sono dovuti ad una gestione unitaria delle risorse e del settore da parte della ex Comunità Montana. Pensare di tornare a gestire il turismo in una logica comunale sarebbe sicuramente un passo indietro.
LR

