“Il Suono del Mugello” interviene sullo studio economico dell’Autodromo

“Il Suono del Mugello” interviene sullo studio economico dell’Autodromo


Accogliamo con grande e vero piacere i risultati dell’indagine sulle ricadute economiche delle attività del Circuito del Mugello .
D’altronde non avremmo mai dubitato , e ci avremmo messo la firma fin dall’inizio, che una iniziativa come questa potesse arrecare benefici all’intero territorio, non solo nel Mugello , ma anche nell’intera Regione.
Questi eccellenti risultati ci spingono però a sperare in un ritorno equo e giusto soprattutto nell’area interessata dall’impatto dell’’inquinamento acustico , per non creare beneficiari e danneggiati e quindi tensione sociale :
Difatti
– coloro che guadagnano dall’indotto creato dall’autodromo , senza subirne l’inquinamento,
– coloro che utilizzano la struttura per il proprio divertimento , ma poi abitano in aree silenziose ,
– e coloro che invece subiscono l’inquinamento tutto l’anno senza averne nessun beneficio ,
certo hanno punti di vista completamente diversi sulla cosa , ma chi subisce un danno ha diritto prioritario secondo la logica .
E’ infatti chiaro che la nascita dell’autodromo ha portato sensibili danni , non solo dal punto di vista personale , ma anche dal punto di vista economico , proprio quell’elemento che oggi celebriamo ed esaltiamo .
Il mondo civile riduce gli inquinanti in ogni settore , è un processo irreversibile iniziato dopo il boom economico ,è un processo antico quanto l’uomo perché naturalmente si tende a pulire e creare ordine, per una vita migliore , quindi sarebbe opportuno investire in tutte quelle tecnologie che oggi esistono per eliminare l’impatto della struttura sul territorio circostante .


Lo studio presentato quantifica molto bene il vantaggio , ma non si sofferma sul danno ambientale e quindi economico , prodotto da inquinamento acustico e dell’aria , che 20 anni circa di deroghe illimitate ha creato .
-Ci chiediamo quali siano le basi scientifiche di questo studio ,
-se esistano studi fatti dalla Regione Toscana , o da Arpat o Asl enti che sono preposti al controllo ambientale e alla sicurezza per quanto riguarda la salute
-se è stata fatta una mappatura del territorio circostante ,
– se sono stati fatti questionari alle persone ,
– se sono sorte strutture turistiche rilevanti proprio intorno all’autodromo dal 2001 ad oggi .
– se è stato considerato il benessere psicofisico degli abitanti della zona con monitoraggi eseguiti presso i ricettori , gli studi fatti dall’organizzazione mondiale della sanità sono chiari ,e per chi volesse “sentire “ in prima persona di cosa parliamo , può andare alla pagina Facebook il suono del Mugello dove esistono video fatti presso le abitazioni .
– se è stato tenuto conto della riduzione del valore immobiliare dei terreni confinanti con la struttura stessa , perché le proprietà private intorno all’autodromo pagano le stesse tasse come gli altri cittadini , subendo però una riduzione del valore della proprietà .
– e delle perdite di posti di lavoro che un turismo di tipo naturalistico , d’arte ed enogastronomico, probabilmente maggiore rispetto al turismo “motoristico” avrebbe portato alla bellissima vallata .


Sarebbe veramente auspicabile , che proprio alla luce di questi numeri straordinari , si possa avviare un’azione in grado di far diventare l’autodromo del Mugello all’avanguardia per la tecnologia e per la riduzione dell’impatto ambientale così da renderlo una vera risorsa per tutti .
Il Comune fa parte di una Associazione che si chiama città dei motori, a cui aderiscono tanti comuni dove esistono produttori di auto e di moto, e chiaramente per loro la tecnologia è pane quotidiano, Forse un team di esperti è in grado di trovare la soluzione più adatta per ogni ricettore impattato , analizzando ogni caso in modo attento perché non esistono soluzioni preconfezionate , ma solo soluzioni che si trovano con
un’analisi della realtà :
Certo non è facile , è una sfida , ma credo che oggi sia possibile fare dell’Autodromo del Mugello un modello per tutti gli autodromi in Italia e mi pare che le risorse non manchino.
Certo le persone che vivono intorno all’autodromo , non vogliono più pagarne il conto ,
chi inquina ha il dovere di ridurre al massimo l’inquinamento che produce , e questo si chiama rispetto !
Considerare gli effetti delle azioni che si compiono , fondamentale oggi per ogni azienda che voglia stare nel panorama mondiale, si chiama responsabilità, semplicemente perché i fatti non cessano di esistere solo perché sono ignorati.

IL COMITATO IL SUONO DEL MUGELLO

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