Il settore delle costruzioni conta quasi 13mila imprese nella Città Metropolitana. Oltre il 7% ha sede nel Mugello
Il mugellano Raffaele Cacciapuoti è il nuovo presidente di CNA Edilizia Firenze. Quarantanove anni, imprenditore nel settore delle costruzioni e fondatore nel 2013 della Cogef – Costruzioni Generali Firenze, succede a Pino Comanzo alla guida dell’associazione.
«Ringrazio Pino Comanzo per il lavoro svolto e per i risultati raggiunti, in particolare sul fronte della bilateralità», ha dichiarato Cacciapuoti durante il suo insediamento. «Raccolgo il testimone in una fase delicata: si chiude la stagione dei grandi incentivi e se ne apre una nuova, nella quale serviranno misure più stabili per sostenere la riqualificazione degli edifici, l’efficientamento energetico e la rigenerazione urbana. La priorità sarà permettere anche alle micro e piccole imprese di essere protagoniste».
L’edilizia rappresenta uno dei comparti più importanti dell’economia fiorentina ed è il secondo per numero di aziende dopo il commercio. Alla fine del secondo trimestre del 2026, nella Città Metropolitana di Firenze risultavano attive 12.844 imprese delle costruzioni, pari al 15% dell’intero sistema imprenditoriale.
Il confronto con il passato mostra, tuttavia, una significativa contrazione: negli ultimi dieci anni il numero delle imprese edili è diminuito del 12,4%, mentre il calo complessivo del sistema imprenditoriale metropolitano si è fermato al 7%.
Nel Mugello, a giugno 2026, le imprese attive nel settore erano 956, pari al 7,4% del totale metropolitano. Il numero più elevato si registra a Borgo San Lorenzo, con 244 aziende, seguito da Barberino di Mugello con 187, Scarperia e San Piero con 165, Vicchio con 100, Dicomano con 88, Vaglia con 65, Firenzuola con 61, Marradi con 33 e Palazzuolo sul Senio con 13.
Terminata la spinta degli incentivi straordinari, il comparto deve tornare a confrontarsi con problemi ancora irrisolti, come la revisione dei prezzi negli appalti, ai quali si aggiungono le nuove pressioni sui costi provocate dalle tensioni internazionali, dall’instabilità dei mercati energetici e dai rincari delle materie prime.
Tra le priorità indicate dal nuovo presidente figura la necessità di favorire la partecipazione delle realtà più piccole agli appalti pubblici. «È fondamentale rafforzare il confronto con le stazioni appaltanti affinché, quando possibile, i lavori siano suddivisi in lotti compatibili con le dimensioni delle micro e piccole imprese», ha spiegato Cacciapuoti, ricordando però che molti Comuni non dispongono delle risorse e delle strutture necessarie per gestire questa articolazione.
Nella provincia di Firenze un’impresa edile conta mediamente tre addetti. Per questo, accanto alla suddivisione degli appalti, CNA ritiene necessario favorire forme di collaborazione tra aziende, come consorzi e associazioni temporanee di imprese. Anche dopo lo “spacchettamento”, infatti, l’importo dei lavori può rimanere troppo elevato rispetto alle dimensioni delle singole attività.
Nuove opportunità potrebbero arrivare dal Piano Casa, considerato uno strumento potenzialmente utile per rispondere all’emergenza abitativa, rilanciare la rigenerazione urbana e recuperare il patrimonio edilizio esistente. Secondo Cacciapuoti, resta però il rischio che il piano si trasformi in un’operazione immobiliare riservata prevalentemente ai grandi operatori.
Per evitare questa eventualità, CNA propone che nei partenariati pubblico-privati almeno il 40% del valore dei lavori sia riservato ad associazioni temporanee e consorzi costituiti da micro, piccole e medie imprese.
Il nuovo presidente ha richiamato anche la necessità di intensificare i controlli contro il dumping contrattuale, il lavoro irregolare e il subappalto a cascata, valorizzando i contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni maggiormente rappresentative.
Un altro obiettivo sarà migliorare l’accessibilità ai servizi offerti dagli enti bilaterali del settore, strumenti che, secondo CNA, rimangono ancora troppo spesso inutilizzati per mancanza di informazione.
«Le sfide che attendono l’edilizia sono complesse e in continua evoluzione – ha concluso Cacciapuoti –. Per affrontarle serviranno l’impegno, la partecipazione e il contributo delle imprese del settore».


