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Il lockdown sulla Faentina non finisce più. Una nota dei pendolari

di Leonardo Romagnoli

Il lockdown sulla Faentina non finisce più

Si sono scordati, come al solito, del Mugello. Il mondo riparte i treni no.

Sono passati dieci giorni dalla fine del lockdown, hanno riaperto fabbriche e uffici, ristoranti e parrucchieri, musei e piscine ma sulla Faentina è tutto fermo. Il taglio delle corse come conseguenza dell’epidemia di corona virus è stato imponente, legittimamente, nella prima fase. Nella seconda, dal 4 maggio, sono state riattivate alcune corse con un taglio, che anche nelle fasce di punta sfiora ancora il 50%. Mancano all’appello le corse con destinazione la stazione di Campo di Marte, parte di quelle da e per Faenza, alcune corse sono state sostituite da bus. I pendolari lamentano questo stato di cose fin dal 18 maggio e fino a ora la risposta della Regione Toscana, per bocca dell’assessore Vincenzo Ceccarelli e dei dirigenti che interagiscono sui social, è stata che “siccome non c’è domanda aumentare le corse sarebbe uno spreco”. I pendolari ribattono che non stanno usando la Faentina perchè non ci sono i treni, il Memorario è stato falcidiato e trovare una combinazione di corse per andare e tornare dal lavoro è un impresa.

E’ tutto scritto nei post che decine di pendolari pubblicano ogni giorno sulla pagina Facebook del gruppo (@mugello attaccati al treno).

“Mi sbaglio o per uno che esce dal lavoro alle 18.30 zona stazione campo di marte e deve tornare a borgo non c é nessun treno? Scrive Barbara

La mattina da Marradi c’è solo il treno delle 6.36 ; per tornare quello delle 14.22 (non indicato sul sito di trenitalia) e quello delle 18.22. Quindi si parte alle 6.30 e torniamo a casa alle 19!!!!! Scrive Sandra

La prossima settimana su 5 giorni lavorativi potrò prendere il treno solo 2 giorni, perché negli altri non ho treno di ritorno a meno di non aspettare 2 ore, dovrò per forza prendere l’auto. Roberta.
 
Questo assieme all’assoluta incertezza e mancata informazione circa le misure di controllo sanitario. I treni al momento hanno una capienza dimezzata ma nessuno è stato in grado di dirci cosa succede se il treno raggiunge la capienza massima. Non parte? Non fanno salire? C’è un treno sostitutivo? C’è un bus? Tutte domande a cui nessuno ha saputo dare risposte. In questo clima più per paura di restare a piedi che del corona virus i pendolari mugellani hanno dovuto ripiegare sull’auto con grave danno economico e ambientale, semmai quest’ultimo aspetto interessasse a qualcuno. 
 
Le uniche attività che a oggi non hanno ripreso sono quelle legate alla scuola, come avviene ogni anno a partire dai primi giorni di giugno. In tempi normali noi oggi avremmo tutti i treni regolarmente a disposizione. Perchè deve essere diverso?

La risposta che Trenitalia e Regione Toscana stanno dando alle esigenze dei pendolari in questa fase sono assolutamente insufficienti. Ci saremmo aspettati un piano straordinario per garantire ai pendolari di viaggiare in sicurezza e al contempo evitare il ritorno all’utilizzo del mezzo privato. Invece l’unico obiettivo è stato quello di risparmiare. A danno dei pendolari e dell’ambiente.

Chiediamo quindi l’immediato ripristino dell’orario con tutte le corse regolarmente previste, un informazione chiara sul monitoraggio dei passeggeri e sulle norme di contenimento.
Crediamo infine sarebbe un bel segnale se quest’anno non si provasse, come sempre, la soppressione di corse durante il periodo estivo. Se a tutti è richiesto, in questa difficile fase un sacrificio, lo faccia anche Trenitalia garantendo un maggior numero di corse e in questo modo la salute dei viaggiatori.

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