Nei Comuni di Barberino e di Scarperia e San Piero il servizio di Guardia Medica notturna cambia volto. Una modifica che, a partire da febbraio, incide direttamente sull’organizzazione della continuità assistenziale e apre un fronte di criticità operative. A intervenire è la Misericordia di San Piero a Sieve, sede del servizio per il territorio.
Cosa cambia per la Guardia Medica notturna
Le variazioni riguardano l’orario del servizio di continuità assistenziale nelle ore notturne. Si tratta di un cambiamento sostanziale che, secondo l’associazione, rischia di avere ripercussioni non solo sul piano sanitario ma anche su quello logistico.
A sottolinearlo è la Governatrice della Confraternita, Donatella Panchetti, che evidenzia come la nuova organizzazione privi la popolazione di un punto di riferimento importante del sistema di cure mediche e allo stesso tempo crei difficoltà concrete nella gestione della sede.
La chiusura dei locali a mezzanotte e l’apertura domenicale comportano una revisione completa delle modalità operative finora adottate. Per un’associazione che si basa in larga parte sull’impegno dei volontari, significa ridefinire turni, accessi, responsabilità e procedure di sicurezza.
Le difficoltà organizzative per i volontari
Il nodo principale riguarda la gestione degli spazi. Con i nuovi orari, diventa più complesso garantire l’accesso e l’uscita dei medici in servizio, assicurando nello stesso tempo la tutela e l’integrità dei locali.
La Misericordia sta valutando diverse ipotesi organizzative. Tuttavia, trovare una soluzione funzionale e conforme alla normativa vigente non è semplice. L’equilibrio tra operatività del servizio e sicurezza della struttura richiede procedure chiare, personale disponibile e una pianificazione condivisa.
Non si tratta soltanto di un adeguamento tecnico. Ogni modifica incide sull’assetto quotidiano dell’associazione e sul lavoro di chi, spesso in modo volontario, garantisce supporto e presidio.
Il mancato coinvolgimento nella riorganizzazione
Un altro punto critico riguarda il metodo con cui è stata introdotta la nuova turnazione. Secondo quanto riferito dalla Governatrice Donatella Panchetti, la Misericordia, in qualità di ente ospitante, non sarebbe stata coinvolta nel processo di riorganizzazione.
La nuova turnazione non sarebbe stata condivisa né comunicata formalmente con un preavviso adeguato. L’associazione ne avrebbe avuto notizia contestualmente all’invio dell’orario dei medici per il mese di febbraio. Un passaggio che, a detta della Confraternita, ha impedito di predisporre per tempo le necessarie modifiche logistiche.
In un contesto in cui il servizio incide direttamente sui cittadini, il coordinamento tra enti e soggetti coinvolti diventa un elemento centrale. La mancanza di comunicazione preventiva rischia di generare disservizi e tensioni operative.
La lettera inviata ad Asl, Società della Salute e Comune
La questione è già stata formalizzata. Dopo un primo contatto telefonico con il funzionario Asl competente, la Misericordia ha inviato una comunicazione ufficiale all’Azienda sanitaria, alla Società della Salute e al Comune di Scarperia e San Piero.
L’obiettivo è ottenere in tempi brevi un confronto e una soluzione condivisa che permetta di evitare interruzioni o criticità nel servizio. L’associazione ha inoltre precisato di non voler assumere responsabilità per eventuali disservizi derivanti da decisioni non concertate.
Il tema resta aperto e riguarda un presidio sanitario considerato essenziale per il territorio, soprattutto nelle fasce orarie notturne e nei giorni festivi.
Un servizio centrale per il territorio
La Guardia Medica rappresenta per molti cittadini il primo riferimento in caso di necessità fuori dagli orari del medico di famiglia. In aree come Barberino e Scarperia e San Piero, dove la prossimità dei servizi è un elemento chiave, ogni variazione organizzativa viene percepita con particolare attenzione.
La richiesta avanzata dalla Misericordia è chiara: un confronto diretto e tempestivo per definire modalità operative sostenibili, nel rispetto dei ruoli e delle competenze di ciascun ente coinvolto.
Resta ora da capire quali saranno le risposte degli enti interessati e se si arriverà a una soluzione capace di garantire continuità assistenziale e stabilità organizzativa.

