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Grezzano piange Leonardo Tronconi, anima libera del borgo

di Leonardo Romagnoli

Il Mugello saluta un uomo che ha fatto della passione e dell’autenticità il suo tratto distintivo. Un’anima buona e gentile.

A Grezzano, nel territorio di Borgo San Lorenzo, oggi il silenzio pesa più del solito. La comunità si è stretta attorno alla famiglia di Leonardo Tronconi, scomparso dopo aver affrontato con dignità una malattia che negli ultimi anni lo aveva messo a dura prova. Se ne va un volto conosciuto, una presenza che per molti era semplicemente parte del paesaggio umano di queste colline.

Per chi lo frequentava era Leo Zigoni, per altri Cindolo, per tanti ancora Leo DJ. Soprannomi diversi, un’unica personalità fuori dagli schemi. Leonardo Tronconi non passava inosservato, aveva l’energia di chi non si accontenta di restare sullo sfondo. Amava stare in mezzo alla gente, raccontare, scherzare, discutere. La noia non gli apparteneva.

Il legame con il bosco e la montagna

Per decenni aveva svolto il mestiere di taglialegna. Un lavoro duro, fatto di fatica vera, di mani segnate e di alzatacce all’alba. Non era solo un’occupazione, era un modo di stare al mondo. Nel bosco si muoveva con sicurezza, conosceva sentieri, piante, stagioni. Sapeva leggere la montagna come si legge un libro già sfogliato cento volte.

Era anche un cercatore di funghi instancabile. Non per esibizione, ma per passione. Conosceva i luoghi giusti, rispettava i tempi della natura. Chi lo ha accompagnato almeno una volta ricorda la sua attenzione ai dettagli, la capacità di individuare ciò che agli altri sfuggiva.

Quel rapporto con l’ambiente non era retorica, era quotidianità. La montagna, per lui, non era uno sfondo da cartolina ma uno spazio vivo, concreto, da vivere con rispetto.

L’anima creativa dietro la fatica

Tolti gli abiti da lavoro, emergeva un altro lato della sua personalità. Leonardo Tronconi sapeva sorprendere. A casa si dedicava con cura ai bonsai, coltivati con pazienza e precisione. Un’arte che richiede tempo, equilibrio, misura. Chi entrava nel suo spazio verde restava colpito dalla meticolosità con cui seguiva ogni pianta.

Accanto a questo amore silenzioso per il verde, conviveva una passione completamente diversa: la musica dance. Le serate in discoteca, i mixer, le selezioni musicali. Da qui il soprannome Leo DJ, che racconta un altro pezzo della sua storia. Amava la musica che fa muovere, che unisce, che riempie le piste.

Non c’era contraddizione tra il taglialegna e il DJ, tra il bosco e le luci della notte. C’era coerenza in un carattere curioso, mai fermo, capace di attraversare mondi diversi senza perdere autenticità.

Un volto familiare a Borgo San Lorenzo

Nel territorio di Borgo San Lorenzo era conosciuto da tanti. Non servivano presentazioni formali. Bastava incrociarlo per strada, al bar, a una festa di paese. Aveva il modo diretto di chi dice ciò che pensa, senza filtri inutili.

Negli ultimi anni la malattia aveva rallentato i suoi ritmi, ma non aveva spento il suo spirito. Ha affrontato il percorso con riservatezza, senza clamore. Chi gli è stato vicino racconta di una forza silenziosa, di una determinazione che non cercava compatimento.

La notizia della sua scomparsa ha fatto rapidamente il giro del borgo e delle frazioni vicine. A Grezzano il suo nome è legato a ricordi concreti: una battuta improvvisa, una giornata nel bosco, una serata di musica.

Un vuoto che resta

La morte di Leonardo Tronconi lascia un vuoto che non si misura solo con le parole di cordoglio. È l’assenza di una voce riconoscibile, di una presenza che sapeva farsi notare. È la mancanza di un carattere che non cercava di piacere a tutti, ma che proprio per questo era autentico.

In queste ore la comunità si raccoglie attorno ai familiari, condividendo ricordi e frammenti di vita. In un borgo come Grezzano, le storie personali si intrecciano con quelle collettive. Quando se ne va uno, si porta via un pezzo di memoria comune.

Leonardo Tronconi resterà nelle immagini di chi lo ha conosciuto: nel bosco con gli scarponi infangati, accanto ai suoi bonsai, dietro una consolle con la musica alta. Tre scene diverse, un’unica persona.

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