Il 31 agosto 2025 prenderà il largo la Global Sumud Flotilla, una delle più imponenti iniziative civili internazionali mai organizzate per tentare di rompere il blocco navale imposto da Israele su Gaza. Una missione che si propone di raggiungere la Striscia con aiuti umanitari, medicinali e generi alimentari, attraverso una mobilitazione non violenta che ha già raccolto l’adesione di oltre 44 delegazioni da altrettanti Paesi, tra cui l’Italia.
Tra le voci italiane che si sono espresse a favore dell’iniziativa, arriva con forza quella dell’Istituzione Don Milani, che attraverso il suo Consiglio di Amministrazione e il presidente Antonio Foti Valente, ha dichiarato il proprio massimo sostegno alla Flottiglia globale. Un gesto che non è solo simbolico, ma che richiama direttamente i valori fondanti della scuola di Barbiana e dell’insegnamento di Don Lorenzo Milani: disobbedienza civile, giustizia, solidarietà attiva con i più deboli.
Una missione civile e non violenta per rompere l’isolamento di Gaza
La Global Sumud Flotilla rappresenta un’azione coordinata a livello internazionale, volta a denunciare e contrastare il blocco marittimo imposto su Gaza, considerato illegale da molte organizzazioni umanitarie e giuridiche. I promotori hanno ribadito che la missione sarà esclusivamente civile, pacifica e umanitaria, con l’intento di portare sollievo a una popolazione stremata da anni di assedio, violenze e deprivazione.
L’iniziativa prende il nome dalla parola araba “Sumud”, che significa “resilienza, resistenza pacifica”, ed è portatrice di un messaggio chiaro: i popoli non possono essere lasciati soli di fronte all’ingiustizia e alla violazione sistematica dei diritti umani.
La posizione dell’Istituzione Don Milani: non si può essere neutrali
Nel comunicato diffuso, l’Istituzione Don Milani esprime una condanna netta verso quanto sta accadendo nella Striscia di Gaza e prende posizione contro il governo di Israele e le sue politiche nei confronti della popolazione palestinese. Le parole utilizzate sono dure: si parla di “genocidio”, “disumanizzazione sistematica”, “strumenti di morte”, denunciando la lunga catena di bombardamenti su scuole, ospedali, ambulanze, reporter e civili, e l’attuale blocco navale come ennesimo atto di una politica oppressiva e razzista.
Il presidente Antonio Foti Valente e il CdA affermano che il sostegno alla Flottiglia è un dovere morale, soprattutto per un’istituzione che si rifà al pensiero e alla prassi di Don Lorenzo Milani, che ha sempre insegnato a “dividere il mondo tra diseredati e oppressi da un lato, e privilegiati e oppressori dall’altro”. La neutralità, in questi casi, è vista non come equilibrio ma come complicità passiva.
Una disobbedienza di umanità
La Global Sumud Flotilla, secondo l’Istituzione, rappresenta una forma di ribellione umana, una disobbedienza civile contro la violenza del potere, un gesto di resistenza che si muove sulla linea tracciata dalla coscienza e dalla dignità umana. Per chi si riconosce nei valori di pace, giustizia, solidarietà, non è possibile rimanere spettatori.
Sostenere la Flottiglia significa, per la comunità di Barbiana, dare concretezza a quegli insegnamenti che hanno formato generazioni di cittadini consapevoli. Significa ribadire che il silenzio di fronte all’ingiustizia è inaccettabile, e che è possibile agire anche senza violenza, con il coraggio del gesto, la forza dell’esempio, la determinazione della coerenza.
Un appello alla coscienza collettiva
Il sostegno della Istituzione Don Milani alla Global Sumud Flotilla è anche un invito a tutte le realtà educative, culturali e civili a prendere posizione in modo chiaro. Non si può essere neutrali, affermano con forza, “ne va della coscienza di ognuno e di ciò che crediamo rappresenti l’Occidente”.
In un momento storico segnato da guerre, disuguaglianze e crisi umanitarie, l’appello è a recuperare il senso profondo dell’agire politico ed educativo: mettersi dalla parte di chi subisce, denunciare l’ingiustizia, costruire reti di solidarietà. È il segno che la memoria di Don Milani non è mai stata solo ricordo, ma una responsabilità presente, che continua a generare scelte e azioni.

