Gli artigiani e le tasse : l’esempio di Scarperia e San Piero

Anche quest’anno l’osservatorio CNA sul fisco ha preso in esame il comune di Scarperia e San Piero rilevando, dalle previsioni, che i piccoli e medi imprenditori hanno dovuto aspettare mercoledì 7 agosto 2019 per “festeggiare” il Tax Free Day, ovvero l’ultimo giorno dell’anno nel quale hanno lavorato per pagare tasse, oneri e contributi.

Si tratta di un dato in miglioramento rispetto al 2018, quando invece si era lavorato fino al 13 agosto per pagare le tasse (226 giorni invece degli attuali 220): il Total Tax Rate, in base alle proiezioni per l’anno in corso confrontate con i dati reali del 2018, risulta infatti diminuito di 1,6 punti percentuali grazie alla minor imposizione dello Stato (-853 euro), della Regione Toscana (-21 euro) e del Comune di Scarperia e San Piero (-9 euro).

A disposizione delle imprese sono così rimasti in media 19.811 euro, 883 euro in più rispetto al 2018.

In dettaglio, si arriva a questo risultato considerando l’azienda tipo della zona (350 mq di laboratorio artigiano e negozio di 175, 4 operai ed 1 impiegato, con ricavi di 431mila euro, costi totali di 381mila euro e reddito d’impresa di 50mila euro), che dovrà pagare 30.189 euro di tasse equivalenti a 220 giorni di lavoro: 20.304 tra Irpef e contributi allo Stato (67,3%); 6.960 tra Imu/Tasi, Tari e addizionale comunale Irpef al Comune di Scarperia e San Piero (23%); 2.925 tra Irap, addizionale regionale Irpef alla regione Toscana (9,7%). Al netto dei pagamenti, sono così rimasti a disposizione dell’impresa solo 19.811 euro.

“È sostanzialmente il risultato dell’innalzamento al 50% della deducibilità Imu sugli immobili strumentali introdotta dalla legge di bilancio 2019 su pressione soprattutto della Cna che ne ha fatto un cavallo di battaglia. Un segnale che apprezziamo moltissimo, anche se, purtroppo, gli imprenditori continuano a lavorare ben oltre metà dell’anno per un socio tanto inerte quanto esigente: l’amministrazione pubblica – commenta Massimo Capecchi, presidente di CNA MugelloOccorre uno sforzo maggiore da parte di Comuni, Regione e Stato, che pure, ripeto, sembra stiano andando nella giusta direzione”.

“Se invece fossimo nel 2023, quando la deducibilità IMU sarà del 100% potremmo beneficiare di un maggior reddito disponibile (21.280 euro, 1.469 in più degli attuali) e di un Total Tax Rate abbassato al 57,4%. Ancora un segno che la direzione imboccata è quella giusta, ma che stiamo percorrendo la strada lentamente, mentre alle imprese, provate da 10 anni di crisi e da una congiuntura non positivo, serve uno scatto” prosegue Capecchi.

“Il percorso virtuoso però è solo alle prime mosse. Qualche passo in avanti è stato compiuto negli ultimi anni. Sono state, infatti, trasformate in legge alcune proposte della CNA: l’introduzione del regime forfettario di tassazione del reddito d’impresa, l’introduzione del regime di cassa per la determinazione del reddito delle imprese in contabilità semplificata, l’abrogazione degli studi di settore” conclude Capecchi.

Dopo queste considerazioni, CNA Firenze Metropolitana lancia alcune proposte per invertire rotta:

– Ridurre la tassazione sul reddito delle imprese personali e sul lavoro autonomo, utilizzando le risorse provenienti dalla “spending review” e dalla lotta all’evasione.

– Rivedere al ribasso la tassazione Irpef delle imprese personali e degli autonomi.

– Rendere l’Imu pagata sugli immobili strumentali delle imprese completamente deducibile dal reddito d’impresa a partire già dall’anno d’imposta 2019.

– Aumentare la franchigia Irap ad almeno 30mila euro.

– Evitare di spostare sulle imprese gli oneri dei controlli attraverso un uso intelligente della fatturazione elettronica BtoB, eliminando nel più breve tempo possibile tutti i regimi Iva del “reverse charge” attualmente previsti, lo “split payment” nonché la ritenuta dell’8 per cento applicata sui bonifici relativi a spese per cui sono riconosciute le detrazioni fiscali.

– Ripartire in modo più equo i costi relativi alla TARI. È importante ricordare che le imprese producono pochissimi rifiuti indifferenziati essendo obbligate a differenziare i rifiuti non pericolosi e a smaltire quelli pericolosi a proprie ulteriori spese.

Alcune di queste proposte dovranno essere discusse a livello nazionale, ma sicuramente il territorio del Mugello potrebbe dare qualche segnale iniziando a ragionare in modo univoco senza delegare ai singoli comuni il compito di portare avanti le proprie istanze.

CNA sta portando avanti, insieme alle altre associazioni del territorio, un percorso condiviso volto a far acquisire al Mugello maggior forza di rappresentanza e facilitare lo sviluppo di un territorio che potrebbe trovare le risorse necessarie anche grazie alla diminuzione della pressione fiscale locale.

(fonte CNA)

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