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FUTA EXPO: al via la prima edizione dedicata a bioeconomia ed energie rinnovabili

di Leonardo Romagnoli

Oggi, venerdì 4 luglio, prenderà ufficialmente il via FUTA EXPO, la manifestazione che accende i riflettori su bioeconomia, forestazione sostenibile ed energie rinnovabili da biomasse. La cornice dell’evento sarà l’azienda La Dogana di Barberino del Mugello, in provincia di Firenze, che ospiterà espositori, operatori e istituzioni impegnati a confrontarsi su un tema cruciale: la transizione energetica e la neutralità climatica.

FUTA EXPO nasce in un momento particolarmente delicato per l’Italia e per l’Europa. Entro il 2030, l’Unione Europea si è posta l’obiettivo di ridurre del 55% le emissioni nette di gas serra, per poi arrivare nel 2050 alla neutralità climatica. Si tratta di un traguardo ambizioso, che richiede una vera e propria trasformazione del modello energetico continentale. Bruxelles ha fissato una tabella di marcia stringente: nei prossimi quattro anni, la produzione di energia da Fonti di Energia Rinnovabile (FER) dovrà crescere in modo significativo, arrivando a coprire il 42,5% del fabbisogno complessivo.

In questo scenario, però, i progressi dei singoli Stati membri si presentano molto differenziati. Paesi come Finlandia e Svezia si stanno avvicinando alla meta, grazie a politiche di investimento e a un uso capillare delle bioenergie. L’Italia, invece, si trova ancora in ritardo. Nel 2023, secondo i dati ufficiali, la quota di energia rinnovabile prodotta nel nostro Paese è stata pari a 22,6 Megatep, coprendo appena il 20% dei consumi finali lordi, stimati complessivamente in 115,4 Megatep, equivalenti a circa 1.350 terawattora.

A rilanciare con forza il dibattito sulle rinnovabili è Itabia – Italian Biomass Association, che sottolinea come le bioenergie rappresentino una risorsa strategica, troppo spesso trascurata. Proprio in occasione di FUTA EXPO, Vito Pignatelli, presidente di Itabia, ha evidenziato i numeri di un potenziale ancora largamente inutilizzato. Nel 2023, biomasse solide, bioliquidi e biogas hanno prodotto 9,5 Megatep, coprendo circa l’8,2% dei consumi energetici finali, soprattutto per la produzione di calore.

Le biomasse costituiscono un’opportunità concreta per il sistema energetico italiano, anche perché il Paese dispone di un patrimonio forestale di dimensioni significative. Basti pensare che le superfici boschive si estendono su 11 milioni di ettari, pari a oltre un terzo del territorio nazionale. Tuttavia, la capacità di sfruttamento di questa risorsa risulta molto limitata.

Secondo Itabia, la produzione nazionale di biomassa legnosa proveniente da attività di silvicoltura si aggira intorno ai 4-5 milioni di tonnellate l’anno, mentre i consumi sono stimati in circa 20 milioni di tonnellate annue. Un dato che evidenzia un ampio divario tra domanda e offerta interne. Inoltre, i prelievi legnosi in Italia interessano solo il 28-30% degli incrementi annui di biomassa, a fronte di una media europea che si attesta intorno al 65%.

Vito Pignatelli ha spiegato che questa scarsa valorizzazione delle risorse forestali ha ricadute negative su più fronti: da un lato si rinuncia a una produzione energetica a basse emissioni, dall’altro si perde l’occasione di gestire i boschi in maniera più efficace, prevenendo il rischio incendi e il dissesto idrogeologico.

La manifestazione di Barberino del Mugello nasce proprio con l’obiettivo di promuovere un approccio integrato: più energie rinnovabili, più economia circolare, più tutela del territorio. FUTA EXPO ospiterà workshop tematici, presentazioni di nuove tecnologie e momenti di confronto tra imprese e istituzioni. Un’occasione per fare il punto su come l’Italia possa colmare il gap che la separa dagli standard europei e trasformare il suo “giacimento verde” in un asset strategico per la decarbonizzazione.

L’evento punta anche a sensibilizzare l’opinione pubblica e gli operatori economici sul valore delle bioenergie, spesso percepite come un settore marginale, ma in realtà capaci di generare ricadute positive sull’occupazione, sulla filiera agricola e sulla sicurezza ambientale.

In un momento storico in cui la lotta alla crisi climatica impone scelte coraggiose, FUTA EXPO vuole dimostrare che la sostenibilità può diventare motore di sviluppo. La transizione energetica, infatti, non si esaurisce nell’installazione di pannelli fotovoltaici o turbine eoliche: passa anche attraverso la gestione intelligente delle risorse naturali, l’innovazione tecnologica e la capacità di fare sistema.

Per l’Italia, la strada è ancora lunga, ma iniziative come questa rappresentano un primo passo concreto verso un futuro più sostenibile.

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