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A un anno dalla frana dei rifiuti nel Rovigo, Bene Comune chiede un nuovo Consiglio Comunale aperto

di Leonardo Romagnoli

A dodici mesi dal disastro ambientale che ha colpito il torrente Rovigo, il gruppo consiliare Bene Comune torna a chiedere un momento pubblico di confronto. L’obiettivo è fare il punto sui lavori di bonifica e sui prossimi interventi necessari per il ripristino dell’area.

Il ricordo della frana che ha colpito il Rovigo

Esattamente un anno fa il territorio si svegliò davanti a uno scenario difficile da dimenticare. Dopo giorni di maltempo, il cedimento di una vecchia discarica risalente agli anni Settanta, situata nel comune di Palazzuolo sul Senio, riversò una grande quantità di rifiuti nelle acque del torrente Rovigo. Il materiale trascinato dalla corrente raggiunse poi il fiume Santerno, portando con sé soprattutto plastica e altri scarti.

Le immagini del corso d’acqua invaso dai rifiuti fecero rapidamente il giro della zona, suscitando preoccupazione tra cittadini e amministrazioni locali. A colpire fu anche l’impatto visivo lungo gli argini e nei tratti più stretti del torrente, dove i detriti si accumularono creando vere e proprie barriere di plastica.

La mobilitazione di volontari e associazioni

Fin dalle prime ore successive all’evento, la risposta della comunità fu immediata. Numerosi volontari si attivarono per partecipare alle operazioni di recupero dei rifiuti lungo il corso del Rovigo e del Santerno.

Accanto ai cittadini, un ruolo importante fu svolto dal Comitato Acque Rovigo-Santerno e da diverse associazioni ambientaliste, turistiche e venatorie del territorio. Le iniziative di pulizia e monitoraggio proseguirono per settimane, affiancando il lavoro degli enti tecnici incaricati delle verifiche e degli interventi più complessi.

Il primo Consiglio Comunale aperto nel 2025

La vicenda arrivò rapidamente anche nelle sedi istituzionali. Nell’aprile 2025 si tenne infatti un Consiglio Comunale Aperto, convocato su richiesta dello stesso gruppo consiliare Bene Comune.

In quell’occasione furono presentate le prime informazioni sulla situazione del sito e sulle operazioni previste per la rimozione dei rifiuti e la messa in sicurezza dell’area interessata dalla frana. L’incontro rappresentò un momento di confronto tra istituzioni, tecnici e cittadini, con l’obiettivo di condividere la tabella di marcia per il ripristino ambientale.

La richiesta di un nuovo Consiglio Comunale aperto

A distanza di un anno, il gruppo Bene Comune ha depositato formalmente la richiesta per la convocazione urgente di una nuova seduta aperta del Consiglio Comunale.

Secondo i consiglieri, è necessario riunire nuovamente allo stesso tavolo istituzioni, tecnici e volontari per fare il punto sul lavoro svolto finora e conoscere con precisione il cronoprogramma dei prossimi interventi. Al centro della richiesta c’è un unico ordine del giorno ritenuto fondamentale: lo stato di avanzamento delle operazioni di bonifica e la verifica delle tempistiche per il completamento dei lavori, insieme all’analisi dei dati relativi al monitoraggio ambientale.

Chi dovrebbe partecipare all’incontro

Per garantire trasparenza e partecipazione, la richiesta prevede l’invito degli stessi soggetti che avevano preso parte alla seduta straordinaria del 14 aprile 2025.

Tra questi figurano l’Assessore Regionale all’Ambiente, il Sindaco di Palazzuolo sul Senio, i sindaci dei comuni della Valle del Santerno e una rappresentanza del Comune di Imola. Prevista inoltre la presenza dei tecnici del Consorzio di Bonifica Medio Valdarno e di ARPAT, oltre ai volontari e alle associazioni impegnate nelle attività di recupero ambientale.

Invitato anche il Comitato Acque Rovigo-Santerno, che proprio in occasione dell’anniversario della frana ha organizzato una manifestazione sul territorio.

Attesa per la convocazione ufficiale

Secondo quanto previsto dal regolamento del Consiglio Comunale, il sindaco dispone di venti giorni di tempo per convocare la seduta richiesta dai consiglieri.

Il gruppo Bene Comune ha chiesto che l’incontro venga fissato possibilmente nei giorni vicini all’anniversario dell’evento, così da fare un bilancio pubblico a un anno dalla frana. Al momento, tuttavia, non è ancora arrivata alcuna comunicazione ufficiale sulla data della convocazione.

L’obiettivo dichiarato resta quello di fare chiarezza sul percorso di bonifica e sulle prossime tappe per la piena tutela del torrente Rovigo e del fiume Santerno, due corsi d’acqua considerati centrali per l’equilibrio ambientale e la vita delle comunità locali.


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