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Forteto, Saverio Zeni lancia la petizione: “I cittadini non paghino per le colpe della politica”

di Leonardo Romagnoli

“Il tempo del silenzio e delle coperture è finito”. Con queste parole Saverio Zeni, consigliere comunale d’opposizione a Dicomano, annuncia il lancio di una petizione popolare dopo le recenti sentenze del Tribunale civile di Genova sul caso Forteto.

Al centro della presa di posizione c’è un punto preciso: evitare che i risarcimenti riconosciuti alle vittime si traducano in aumenti di tasse o tagli ai servizi per i cittadini del Mugello.

Le sentenze e il nodo dei risarcimenti

Il Tribunale di Genova ha condannato il Comune di Vicchio a risarcire le vittime del Forteto per una cifra di circa 1 milione e 700 mila euro.

Secondo quanto evidenziato da Zeni, l’ente avrebbe rifiutato una proposta conciliativa avanzata dal giudice, scelta che ha portato alla sentenza definitiva con un risarcimento milionario. Un passaggio che il consigliere definisce grave, sia sul piano politico che su quello amministrativo.

Il timore espresso è che le somme da corrispondere possano ricadere indirettamente sui cittadini attraverso la leva fiscale o la riduzione di servizi essenziali.

Il precedente: il “Dossier Forteto”

Zeni ricorda che già nel maggio 2024, durante la campagna elettorale, aveva distribuito un documento informativo, il “Dossier Forteto”, per richiamare l’attenzione delle comunità di Dicomano e del Mugello sulle possibili conseguenze economiche dei contenziosi civili legati alla vicenda.

Un allarme che, alla luce delle sentenze, secondo il consigliere si starebbe concretizzando.

La petizione: tre richieste ai sindaci del Mugello

La petizione, pubblicata sulla piattaforma Change.org, si rivolge ai sindaci del Mugello e all’Unione dei Comuni. Le richieste sono nette.

La prima riguarda l’impegno a non aumentare le tasse locali, come IMU, IRPEF e TARI, e a non procedere con tagli ai servizi per coprire i debiti derivanti dalle sentenze.

La seconda chiede l’avvio immediato di azioni di responsabilità e rivalsa nei confronti di dirigenti e amministratori dell’epoca. Secondo Zeni, chi avrebbe omesso controlli o coperto il sistema dovrebbe rispondere con il proprio patrimonio personale, senza trasferire il peso economico sulla collettività.

La terza proposta è l’istituzione di un Tavolo di Trasparenza con la partecipazione delle opposizioni e della società civile, con l’obiettivo di monitorare la gestione dei contenziosi e garantire un controllo pubblico sulle decisioni future.

L’appello ai cittadini

Non accetteremo che i risarcimenti milionari per gli orrori del Forteto ricadano sulle spalle dei cittadini del Mugello”, afferma Zeni. E aggiunge: “Siamo di fronte al fallimento di un sistema di potere che ora tenta di scaricare il barile sui contribuenti”.

L’invito è rivolto ai residenti del territorio, chiamati a sostenere l’iniziativa con una firma. La raccolta è attiva online all’indirizzo https://www.change.org/fortetoiononpago.

Per il consigliere si tratta di una doppia battaglia: da una parte la tutela delle vittime, dall’altra la difesa delle finanze locali. Il nodo, ora, si sposta sul piano politico e amministrativo. Resta da capire quali decisioni assumeranno i Comuni coinvolti e se verranno avviate le azioni di responsabilità richieste.

Il caso Forteto, dopo le condanne penali e le inchieste degli anni scorsi, continua dunque a produrre effetti sul piano civile ed economico, con un impatto diretto sui bilanci pubblici e, potenzialmente, sulle comunità del territorio.

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