Gli ultimi segni visibili del Forteto sono stati rimossi. Il cartello e la siepe che ancora richiamavano il nome della cooperativa agricola di Vicchio, tristemente nota per gli abusi accertati dalla magistratura, sono stati eliminati in quello che rappresenta un ulteriore passo verso la definitiva chiusura di un capitolo doloroso per il Mugello.
La rimozione si inserisce in un percorso di distacco ormai avviato da tempo. La cooperativa, fondata nel 1977 e finita al centro di uno scandalo giudiziario che portò alla condanna del fondatore Rodolfo Fiesoli a oltre quindici anni per abusi su minori e maltrattamenti, aveva già cambiato denominazione in “ForteMugello” nel 2024, prima di essere messa in liquidazione nell’ottobre dello stesso anno. Nel gennaio 2026, anche l’Unione dei Comuni del Mugello aveva provveduto a cancellare ogni riferimento alla cooperativa dal proprio sito istituzionale, dopo le polemiche sollevate dalla Commissione parlamentare d’inchiesta.
Cancellare i riferimenti fisici che ancora persistevano sul territorio significa voltare pagina in modo concreto, restituendo dignità a un luogo segnato per decenni da vicende che le sentenze hanno definito “drammatiche e per molti aspetti criminali”. Un ambiente che per troppo tempo ha richiamato anni bui, quelli degli abusi sistematici su minori e del controllo psicologico esercitato all’interno della comunità.
Per le vittime e per l’intero territorio mugellano, ogni simbolo rimosso rappresenta un atto di giustizia materiale che si aggiunge a quella pronunciata nelle aule dei tribunali.

