Si apre uno spiraglio per il futuro dell’azienda in liquidazione
Una nuova pagina potrebbe aprirsi per ForteMugello, storica realtà del settore agroalimentare del Mugello attualmente in liquidazione. Lo ha dichiarato Valerio Fabiani, consigliere del presidente della Regione Eugenio Giani per le crisi aziendali, al termine dell’incontro del Tavolo di crisi che si è svolto oggi a Palazzo Strozzi Sacrati.
“La situazione è delicata, ma grazie all’impegno di tutti gli attori coinvolti si affacciano le condizioni per scrivere un nuovo capitolo per questa importante realtà produttiva”, ha affermato Fabiani, facendo il punto sugli sviluppi della vertenza che riguarda 36 lavoratori attualmente in cassa integrazione.
Un lavoro di squadra per tutelare i lavoratori e rilanciare l’azienda
L’incontro ha visto la partecipazione del commissario liquidatore, delle organizzazioni sindacali di categoria, dei consulenti dell’azienda e dell’Unità di crisi di Arti, insieme allo stesso Fabiani. L’obiettivo è duplice: tutelare i dipendenti e creare le condizioni per un rilancio produttivo, elementi che – sottolinea il consigliere – meritano “rispetto e attenzione”.
Un primo segnale positivo arriva dall’interesse di alcuni soggetti imprenditoriali pronti a rilevare l’azienda. “Non mancano i primi seri interessamenti per l’acquisizione della proprietà”, spiega Fabiani con cauto ottimismo, evidenziando come la riunione sia stata utile anche per individuare strumenti pubblici che possano agevolare l’insediamento di nuove realtà produttive.
Sul fronte occupazionale, si lavora per garantire continuità ai lavoratori: è in dirittura d’arrivo la proroga della cassa integrazione fino a ottobre 2025, mentre sono in fase di avvio percorsi di formazione per aggiornare e, se necessario, ricollocare il personale.
Un’azienda strategica per il territorio
Nonostante le difficoltà, ForteMugello resta un asset importante per l’economia locale. “Ha potuto contare su fatturati significativi, un solido portafoglio clienti e una proiezione internazionale”, ricorda Fabiani, sottolineando il legame stretto tra l’azienda e gli allevatori della zona. “È uno dei più importanti impianti di trasformazione del latte in una regione che storicamente soffre la carenza di strutture di questo tipo”, aggiunge, rimarcando l’importanza di un eventuale salvataggio.
La partita è ancora aperta, ma c’è fiducia nel percorso avviato. “Siamo in una fase interlocutoria e servirà prudenza, ma continueremo a lavorare con determinazione per dare una svolta a questa vicenda”, conclude Fabiani.

