A Firenzuola la sala gremita del Cinema DOP ha risposto alla domanda che conta davvero: cosa può fare, nel concreto, una comunità?
La risposta è arrivata con forza e semplicità grazie al documentario di Lapo Scotti: un lavoro di grande competenza e sensibilità che non si è limitato a raccontare, ma ha illuminato una realtà spesso dimenticata. Un progetto che ha messo in luce una scuola di italiano nata dal basso, portata avanti con determinazione da insegnanti in pensione e volontari. Persone comuni che hanno scelto di non voltarsi dall’altra parte, agendo senza interesse personale, solo perché convinti fosse giusto.
Quattro anni di impegno, senza fondi né appoggi strutturali, con la sola forza del volontariato e dell’associazionismo locale: così è nato uno spazio reale di integrazione.
Una realtà ignorata dalle istituzioni
Il dibattito seguito alla proiezione ha evidenziato con forza i limiti strutturali di un sistema che continua a trattare l’immigrazione come un’emergenza, nonostante sia un fenomeno strutturale da decenni.
- I CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria), pensati per ospitalità temporanea, diventano luoghi di stallo anche per anni.
- Lo Stato taglia fondi essenziali per l’insegnamento della lingua italiana e il supporto psicologico.
- Mentre si sprecano soldi pubblici in centri dislocati all’estero, le basi dell’integrazione vengono ignorate.
Nel frattempo, nei piccoli centri come San Pellegrino, frazione montana isolata e priva di trasporti pubblici, i ragazzi ospitati nel CAS sono costretti a raggiungere Firenzuola in bicicletta. Di giorno e di notte, con il sole o con la pioggia.
Accogliere non è una bandiera politica
L’accoglienza non è uno slogan né un tema “di parte”. È una scelta civile. E la comunità di Firenzuola lo dimostra ogni giorno. Nonostante leggi sbagliate e ostacoli logistici, c’è chi decide comunque di fare la cosa giusta. Con coraggio e con umiltà.
Questo progetto non è un caso isolato: è un modello replicabile, che dovrebbe essere sostenuto, valorizzato, e soprattutto preso sul serio da chi ha il potere di fare leggi.
Grazie a chi rende possibile tutto questo
Il documentario è anche l’occasione per ringraziare chi, nel silenzio, costruisce ogni giorno un’alternativa concreta.
Grazie a Lapo Scotti per il racconto lucido e profondo.
Grazie alla Biblioteca, ai volontari e volontarie della Scuola di Italiano:
- Fiorenza Giovannini
- Caterina Terigi
- Giusi Zambonelli
- Fabrizio Cantoni
- Monica Colacito
- Rita Marchi
- Rita Giovannini
- Rosanna D’Amato
- Tiziana Raspanti
- Elisabetta Nosellotti
- Linda Mazzucco
- Giovanni Dedola
- Lucia Zito
Un ringraziamento anche a:
- Stefania Saccardi, Presidente del Consiglio Regionale
- Andrea Ceccherini, Presidente del Coordinamento delle Misericordie Fiorentine
- Debora Righini, Governatrice della Misericordia di Firenzuola
- Gli operatori e operatrici di Valori Solidali
E soprattutto, grazie a tutti i cittadini e le cittadine che hanno riempito la sala, dimostrando che partecipare è ancora possibile.

