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Firenze, undici adolescenti da Barberino in strada con la Misericordia per l’emergenza freddo

di Leonardo Romagnoli

Il sabato sera diverso di ragazzi tra i 14 e i 16 anni

FIRENZE, 3 marzo 2026 – Sabato sera, mentre molti coetanei restano a casa o escono con gli amici, undici ragazzi tra i 14 e i 16 anni hanno scelto un’altra strada. Sono partiti da Barberino di Mugello per raggiungere Firenze e partecipare alle uscite notturne dedicate a chi vive in strada.

Il freddo era pungente, le vie del centro quasi deserte. Sui pulmini coperte, vestiti pesanti, thermos di tè caldo. In totale erano in 19: undici studenti tra la prima e la seconda superiore, quattro accompagnatori adulti e quattro volontari della Misericordia di Barberino di Mugello.

L’iniziativa rientra nelle attività del Coordinamento delle Misericordie dell’area fiorentina, impegnato nelle uscite serali del progetto di accoglienza invernale promosso dal Comune di Firenze per le persone senza fissa dimora.

Non solo aiuti materiali, ma ascolto

Non si è trattato di una semplice distribuzione di beni. Le squadre hanno attraversato diverse zone della città, fermandosi dove sanno di poter trovare chi dorme sotto i portici, nelle stazioni, nei giardini.

Coperte sulle spalle, un cambio asciutto, qualcosa di caldo da bere. Ma soprattutto tempo. Qualche minuto di conversazione, una domanda sulle condizioni di salute, uno scambio di parole che rompe il silenzio della notte.

Per molti dei ragazzi era la prima esperienza diretta a contatto con la realtà della strada. Un impatto forte, senza filtri.

Ceccherini: “I giovani rispondono quando li coinvolgi”

A sottolineare il significato dell’iniziativa è Andrea Ceccherini, presidente del Coordinamento.

“Spesso si ripete che i ragazzi siano lontani dal volontariato. In realtà hanno bisogno di occasioni concrete. Quando comprendono il senso di ciò che fanno, partecipano con convinzione. Sabato lo hanno dimostrato”, afferma.

Un messaggio chiaro che smentisce un luogo comune ricorrente. L’esperienza di sabato sera racconta un’altra storia: quella di adolescenti capaci di assumersi una responsabilità e di reggere l’impatto emotivo di situazioni complesse.

L’impatto sui più giovani

A seguire il gruppo c’era anche Elisabetta Tredici, volontaria della Misericordia di Barberino di Mugello.

“Abbiamo incontrato situazioni di fragilità che hanno colpito profondamente i ragazzi. Sono stati attenti, partecipi, non si sono tirati indietro. Hanno ascoltato e osservato con rispetto”, racconta.

Le uscite si sono svolte in più zone della città, con soste programmate nei punti già monitorati dai volontari. Ogni incontro è diverso: c’è chi chiede una coperta, chi un paio di guanti, chi semplicemente qualche parola.

Per gli adolescenti non è stata una lezione teorica sul disagio sociale, ma un confronto diretto. Mani che porgono una bevanda calda, occhi che si incrociano, storie ascoltate a bassa voce.

Un’esperienza che lascia il segno

Al rientro a Barberino, nei pulmini, il clima era diverso rispetto alla partenza. Più silenzio, più riflessione.

Secondo Elisabetta Tredici, è proprio questo il valore dell’iniziativa: “Non è stato un incontro astratto. È stato qualcosa di concreto. E quando torni a casa, ti rendi conto che dentro si è mosso qualcosa”.

L’emergenza freddo a Firenze proseguirà nelle prossime settimane, con il coinvolgimento delle Misericordie del territorio. Intanto, l’esperienza di questi undici ragazzi racconta una forma di partecipazione che passa dai fatti.

Un sabato sera diverso, lontano dai locali e dai social, trascorso a pochi passi da chi vive ai margini. Un gesto semplice, ma carico di significato.

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