L’Ordine dei Giornalisti della Toscana e l’Associazione Stampa Toscana chiedono chiarimenti su quanto sarebbe accaduto durante la copertura giornalistica del grave fatto di cronaca avvenuto a Barberino del Mugello.
Al centro della segnalazione c’è un video che documentava il tentativo delle forze di polizia di far desistere un uomo dai suoi propositi.
Le telefonate ai cronisti locali
Secondo quanto riferito da Ordine e Ast, alcuni giornalisti locali entrati in possesso del filmato sarebbero stati contattati telefonicamente con l’invito a non pubblicarlo o, nel caso fosse già online, a rimuoverlo.
Lo stesso video sarebbe però successivamente arrivato a testate nazionali, che lo avrebbero trasmesso in telegiornali e programmi televisivi di approfondimento.
Nel frattempo, secondo la nota, sarebbe stata avviata anche una ricerca della fonte attraverso i cronisti del territorio.
“Una disparità grave, se confermata”
Per Ordine e Associazione Stampa Toscana, una simile differenza di trattamento, qualora confermata, sarebbe “grave e non accettabile”.
“Il lavoro delle testate e dei giornalisti del territorio non può essere considerato di rango inferiore rispetto a quello delle testate nazionali”, sottolineano i due organismi.
Il richiamo riguarda anche i principi di correttezza, trasparenza e parità nei rapporti con gli organi di informazione.
La richiesta di chiarimenti
Ordine dei Giornalisti e Ast chiedono che venga fatta luce sulle eventuali richieste rivolte alle redazioni locali e sulle ragioni per cui lo stesso materiale sarebbe stato successivamente diffuso da testate nazionali.
La nota richiama inoltre il principio di trattamento equilibrato tra le diverse testate previsto dalla disciplina del Consiglio superiore della magistratura sulla comunicazione degli uffici giudiziari.
Se i fatti trovassero conferma, Ordine e Ast annunciano la possibilità di valutare iniziative a tutela dei giornalisti coinvolti e della libertà di informazione, compresa una segnalazione agli organismi competenti.

