Critiche dure da parte di Fratelli d’Italia sulla gestione della linea ferroviaria Faentina e, più in generale, delle infrastrutture ferroviarie nelle aree interne della Toscana. I consiglieri regionali Elisa Tozzi e Alessandro Capecchi, vicepresidente della Commissione Trasporti, puntano il dito contro la Regione, accusandola di non aver mai preteso il rispetto del Contratto di Servizio e di aver abbandonato i territori periferici a favore di investimenti nelle grandi città.
“La sinistra è coerente solo nel dimenticarsi delle aree interne e ricordarsele in vista delle elezioni. L’incontro tra le Regioni Toscana ed Emilia-Romagna si è concluso con un nulla di fatto, se non l’ennesima chiusura estiva della Faentina. Ancora più grave è che alcuni sindaci si siano detti soddisfatti del risultato”, dichiarano Tozzi e Capecchi.
Una linea ferroviaria dimenticata
La Faentina, storica linea che collega Firenze all’Alto Mugello e a Faenza, è oggi al centro delle polemiche per la sua gestione. Dopo la sua riapertura negli anni ’90 come opera compensativa per la costruzione dell’Alta Velocità, la linea è diventata un vero calvario per pendolari e studenti.
“Negli ultimi dieci anni il servizio è peggiorato drasticamente e la Regione non ha mai fatto nulla per garantire il rispetto del Contratto di Servizio. Nel frattempo, gli investimenti sono andati altrove, come sulla tramvia fiorentina o sui collegamenti tra Prato e Firenze, lasciando il Mugello e le altre zone periferiche con infrastrutture inadeguate”, denunciano i consiglieri di FdI.
Secondo Tozzi e Capecchi, la tanto citata “Toscana diffusa” sarebbe soltanto uno slogan elettorale utile al governatore Eugenio Giani in vista delle prossime elezioni regionali.
Una situazione che riguarda anche la Porrettana
I problemi della Faentina non sono un caso isolato. La situazione è simile a quella della Porrettana, storica linea del Pistoiese, anch’essa sotto-utilizzata nonostante il suo potenziale strategico.
“Entrambe sono linee ferroviarie aperte alla fine dell’Ottocento, ma la Regione continua a non valorizzarle. Potrebbero rappresentare un volano di crescita per le province, ma si preferisce ignorarle”, spiegano i consiglieri.
La promessa mancata di un piano complessivo sulle linee storiche
FdI accusa inoltre la Regione di non aver mantenuto gli impegni presi in Consiglio regionale.
“Qualche mese fa avevamo ritirato un nostro atto perché la maggioranza ci promise un ragionamento più approfondito sulle linee ferroviarie storiche. Ad oggi, non sappiamo che fine abbia fatto questa promessa. L’unica certezza è che i mugellani e i pistoiesi continueranno a convivere con un sistema ferroviario del tutto inadeguato”, concludono Tozzi e Capecchi.
Nel frattempo, i disagi per pendolari e studenti continueranno, con la Faentina destinata a fermarsi per almeno un mese per l’ennesima chiusura estiva.

