Torna al centro del dibattito il futuro dell’ex Sanatorio Guido Banti di Pratolino. L’associazione Idra promuove per sabato 9 maggio una giornata di incontri e confronto pubblico nella Sala Rossa di Villa Demidoff, al Parco Mediceo di Pratolino. L’iniziativa è sostenuta dalla Città Metropolitana di Firenze e dal Comune di Vaglia.
Il titolo scelto per l’evento è chiaro: “Ex Sanatorio Guido Banti: un mosaico da ricomporre”. L’obiettivo è raccogliere memorie, documenti e proposte utili a riaprire una riflessione concreta sul recupero di uno degli edifici più significativi del territorio.
Un invito ai cittadini: foto, lettere e ricordi
Nei giorni scorsi l’invito è stato diffuso tra circoli, scuole, negozi, biblioteche, ambulatori e farmacie lungo la via Bolognese, tra Firenze e il Mugello. Ai cittadini viene chiesto di cercare nei cassetti di casa materiale legato alla storia del Banti: fotografie, lettere, testimonianze e racconti personali.
L’intenzione è quella di costruire una memoria condivisa attorno a un luogo che per decenni ha rappresentato un punto di riferimento sanitario e sociale per l’area fiorentina.
Un edificio simbolo tra storia e architettura
L’ex Sanatorio Banti è considerato un bene di grande valore storico e architettonico. Il complesso, all’epoca struttura sanitaria d’avanguardia, fu tra i primi edifici italiani realizzati interamente in cemento armato.
I numeri restituiscono la dimensione del sito:
- circa 12 mila metri quadrati di superficie complessiva
- oltre 58 mila metri cubi di volumetria
- un parco di conifere di oltre 51 mila metri quadrati
L’edificio domina le colline di Pratolino, in posizione strategica a pochi chilometri da Firenze, accanto al Parco Territoriale di Monte Morello.
Una giornata di confronto sul futuro del Banti
L’appuntamento del 9 maggio vuole mettere insieme esperienze diverse, sensibilità civiche e competenze tecniche. L’idea è aprire un confronto largo sul possibile riutilizzo pubblico del complesso, da anni in stato di abbandono.
Per i promotori il Banti rappresenta un caso emblematico: una struttura storica inutilizzata che potrebbe tornare a svolgere una funzione utile per la collettività.
Il legame con Villa Demidoff
La sede scelta per l’incontro ha anche un forte valore simbolico. Villa Demidoff e il Parco Mediceo richiamano infatti la storia della famiglia Demidoff, legata anche al territorio del Banti attraverso la donazione delle sorgenti e dell’acquedotto mediceo di Monte Senario e Bivigliano nel 1935.
Un richiamo al passato che, secondo gli organizzatori, rafforza il senso dell’iniziativa e della destinazione pubblica dei beni comuni.
Trent’anni di mobilitazione
Per Idra non si tratta del primo tentativo. L’associazione torna sul tema a trent’anni dal primo appello promosso dall’infermiera Gina Pratesi, che chiedeva il recupero pubblico e sanitario della struttura.
Da quell’iniziativa nacque una petizione popolare che raccolse oltre ottomila firme, sostenuta insieme ad Alfea Federici, Giuseppe Nencini e Carlo Francini.
Negli anni successivi il tema è rimasto aperto, tra mobilitazioni civiche, incontri istituzionali e vari tentativi di vendita rimasti senza esito.
Un tema attuale
Il rilancio del dibattito arriva in una fase segnata dalle difficoltà del sistema sanitario e dalla crescente attenzione verso il recupero del patrimonio pubblico inutilizzato.
Il 9 maggio, a Pratolino, il Banti tornerà così ad essere non solo un edificio del passato, ma una questione aperta sul futuro del territorio.

