
E’ partita ieri con la giornata dedicata all’assistenza alla popolazione l’operazione “Giotto 2019” la tre giorni di esercitazione della Protezione civile che simulerà un terremoto in Mugello con la gestione conseguente dell’emergenza. Ieri si sono riuniti i 14 Comuni di Mugello e Valdisieve con il compito di fare il test di insediamento dei Centri Operativi Comunali (Coc) e dare in questo modo la prima assistenza alla popolazione coinvolta dal sisma con la verifica delle aree di attesa, cioè quelle zone libere e sicure dove poter radunare i cittadini evacuati in attesa delle necessarie verifiche di agibilità delle abitazioni.
Un focus particolare è stato dedicato all’Alto Mugello (Marradi, Palazzuolo sul Senio e Firenzuola) grazie al progetto “Autosoccorso Appennino” che ha messo in campo azioni pensate appositamente per queste aree. Sono stati coinvolti tecnici, polizia municipale, Vigili del Fuoco di Borgo San Lorenzo, Marradi e Pontassieve. Nel pomeriggio di ieri l’attenzione si è spostata a Scarperia, alla RSA “Villaggio San Francesco” con la simulazione dell’evacuazione della struttura sanitaria assistita grazie a figuranti che hanno interpretato gli ospiti nelle varie tipologie.
All’opera il personale del 118 di Firenze, il coordinamento delle Maxiemergenze in quanto responsabili della funzione sanitaria nelle emergenze di Protezione civile e la struttura regionale della Protezione civile coordinata dal responsabile Bernardo Mazzanti. Dopo essere stati sottoposti a triage, i pazienti ospiti della Rsa evacuata sono stati radunati in tensostrutture montate nelle immediate vicinanze, in sicurezza, attrezzate di servizi, riscaldamento e assistenza.

Questo in attesa dell’esito della verifica di agibilità della Rsa compiuta dai tecnici del Comune di Scarperia. Per ciascun ospite, al momento dell’evacuazione, è stata compilata una scheda cosiddetta Svei per permettere l’inquadramento clinico del paziente evacuato così da dare le necessarie informazioni al personale sanitario che lo doveva gestire.
Oggi, secondo giorno di esercitazione, sarà dedicato allo scenario veterinario. Anteprima nazionale, l’esercitazione riguarderà il settore dell’agrozootecnica.
Coinvolte 32 aziende del Mugello dove la Protezione civile opererà “in emergenza” mostrando come in una situazione di sisma, dopo la prima assistenza alla popolazione, in seconda battuta sia necessario intervenire per far ripartire il sistema produttivo locale che, in Mugello, è rappresentato principalmente da aziende zootecniche, agricole e forestali.

Contemporaneamente un elicottero della Protezione civile (EliFirenze) fa un volo di ricognizione su tutta l’area per fare il punto dall’alto sulla situazione degli allevamenti allo stato brado e delle aziende. Una volta individuate le aziende con maggiori criticità, in esse nel pomeriggio intervengono i veterinari che fanno due schede più dettagliate.
Una per gli animali, se ce ne sono di feriti o morti, se ci sono animali vaganti, se esistono le condizioni base perché possano bere, magiare o, nel caso delle mucche, possano essere munte. Una seconda scheda sarà redatta per la struttura: se ha subito danni per crolli o se a causa della mancanza di elettricità ha i frigoriferi fuori uso per esempio con le conseguenti perdite. Ricognizioni fondamentali per certificare i danni per i quali poi le aziende potranno chiedere i risarcimenti. Tutte le informazioni e le comunicazioni vengono passate al centro operativo avanzato con funzione sanità veterinaria che coordina gli interventi.

In Mugello, il patrimonio zootecnico conta sulla presenza di un gran numero di allevamenti di tipo familiare, circa 300 allevamenti bovini (12.000 capi), molti dei quali con animali di alto valore genealogico e produttivo destinati o alla produzione di latte (principalmente per la Centrale del Latte di Firenze o per la commercializzazione diretta) o la produzione di carne. Circa 200 allevamenti ovicaprini (11mila capi) sia per la produzione di latte (destinato a caseifici o per la propria produzione casearia) che da carne, 5 allevamenti di suini (6000 capi). Nel territorio sono presenti importanti stabilimenti produttivi per la produzione e trasformazione di prodotti alimentari di origine animale come impianti di macellazione (3), laboratori di sezionamento carni (3), salumifici (2), caseifici (3 di grande dimensione e 10 di piccole dimensioni).
