A un anno dalla scomparsa di ELEONORA GUIDI, le comunità di Rufina, Pelago e Pontassieve si sono ritrovate per un’iniziativa pubblica dal forte valore simbolico e civile. “Camminiamo insieme in ricordo di Eleonora” è il titolo dell’evento promosso dai tre Comuni per ribadire, nel primo anniversario della morte, un impegno comune contro ogni forma di violenza di genere.
La mattina di sabato 7 febbraio l’appuntamento si è svolto a Montebonello, dove sono stati inaugurati una panchina rossa e piantumato un albero commemorativo, alla presenza dei familiari di Eleonora, dei rappresentanti istituzionali e di numerosi cittadini.
Un segno pubblico di memoria
La panchina rossa e l’albero non sono stati presentati come semplici elementi simbolici, ma come segni permanenti nello spazio urbano, pensati per mantenere viva l’attenzione sul tema della violenza contro le donne. Un richiamo visibile, quotidiano, che invita alla riflessione e alla responsabilità collettiva.
L’iniziativa ha voluto unire il ricordo personale alla dimensione pubblica, trasformando il dolore privato in un momento di condivisione e consapevolezza. La camminata, insieme agli altri gesti, ha rappresentato un modo concreto per affermare che la memoria non si esaurisce nella commemorazione, ma può tradursi in azione.
Il ruolo delle istituzioni
Presente all’evento CRISTINA MANETTI, assessora alle Pari opportunità della Regione Toscana, che ha sottolineato come l’iniziativa rappresenti allo stesso tempo un atto di memoria e un messaggio di vicinanza alla famiglia di Eleonora. Un segnale chiaro, rivolto anche alla comunità, per ribadire che le istituzioni non restano indifferenti e condividono il peso di una perdita che riguarda tutti.
Nel suo intervento, Manetti ha richiamato il lavoro portato avanti dalla Toscana sul fronte del contrasto alla violenza di genere: dai servizi territoriali agli sportelli di ascolto, dai percorsi di protezione alle campagne di sensibilizzazione. Un impegno che punta non solo all’intervento nelle situazioni di emergenza, ma soprattutto alla costruzione di una cultura del rispetto e della prevenzione.
Dalla memoria all’azione quotidiana
Ricordare ELEONORA GUIDI, è stato ribadito, significa rinnovare ogni giorno una responsabilità collettiva. I gesti compiuti a Montebonello assumono così un valore che va oltre la singola giornata: la panchina rossa, l’albero e la camminata diventano strumenti di consapevolezza, capaci di trasmettere un messaggio chiaro, la violenza non deve mai essere ignorata o normalizzata.
L’assessora ha inoltre evidenziato la necessità di mantenere alta l’attenzione, trasformando questi momenti in occasioni di educazione civica e sociale, soprattutto per le nuove generazioni. La memoria, in questa prospettiva, non è un atto statico ma un processo che alimenta il cambiamento.
Il lavoro dei Comuni
Un ringraziamento è stato rivolto ai sindaci e alle amministrazioni di Rufina, Pelago e Pontassieve per l’organizzazione dell’iniziativa. La collaborazione tra i tre Comuni è stata indicata come esempio di coesione territoriale e di assunzione di responsabilità condivisa nella lotta contro la violenza sulle donne.
L’evento di Montebonello ha mostrato come il lavoro delle istituzioni locali possa incidere sul tessuto sociale, creando spazi di riflessione pubblica e rafforzando il legame tra cittadini e amministrazioni. Un impegno che non si esaurisce in una ricorrenza, ma che guarda alla continuità e alla costruzione di una maggiore consapevolezza collettiva.

