I Pinot Nero dell’Appennino toscano incontrano l’Alto Adige
Giampaolo Gravina ha presentato l’annata 2010 dei Vignaioli della dorsale Il clima freddo e piovoso ha favorito il difficile vitigno nordico
Ospite d’onore Martin Aurich con il suo Pinot Nero ‘a sorpresa’
In un luogo simbolo dell’Appennino, produttori, tecnici, ristoratori e giornalisti sono tornati ad incontrare vini e vignaioli di 4 valli toscane.
Lunigiana, Garfagnana, Mugello e Casentino sono state protagoniste della seconda edizione di ‘Eccopinò’, la presentazione dell’annata 2010 dei Pinot Nero di 8 piccole aziende vitivinicole associate, tenutasi lunedì 22 aprile nel trecentesco Palazzo dei Vicari a Scarperia (FI).
“Sappiamo ancora poco della vocazione vitivinicola dell’Appennino toscano – ha detto Giampaolo Gravina, giornalista esperto e appassionato di Pinot Nero, nonché autore di una guida sulla Borgogna – ma siamo colpiti da questo laboratorio che mette al centro la ricerca di diverse espressioni di questo difficile vitigno, ma prima ancora la qualità dei rapporti umani tra i vignaioli e la conoscenza e la tutela dei loro territori”.
E’ una realtà relativamente recente quella del Pinot Nero nell‘Appennino Toscano, riguardando vigneti impiantati all’inizio degli anni 2000, nell’ambito di un ritorno alla viticultura montana da parte di vignaioli eterogenei: da professionisti del settore a giovani agricoltori, fino a neo imprenditori agricoli provenienti da altre attività. “Questi Pinot – ha aggiunto Gravina – sono comunque a un livello avanzato di lavori in corso e soprattutto sono immediati e si fanno bere”.
“Il clima freddo e piovoso del 2010 – ha spiegato Vincenzo Tommasi, presidente dell’Associazione – si sta rivelando ideale per il nostro vitigno, ripagando gli sforzi per mantenere sane le uve con un vino fresco e pieno di frutto. Abbiamo ancora cammino da fare per trovare ognuno la propria interpretazione e nello stesso tempo un filo conduttore, ma si tratta di un lavoro appassionante: mostrare al mondo che esiste un’altra Toscana, più fresca e nascosta, certo meno famosa ma forse altrettanto interessante”.
In un’atmosfera conviviale, la II edizione di ‘Eccopinò’ ha aggiunto alla presentazione dell’annata un incontro e uno scambio con produttori di altre zone italiane. In particolare, Martin Aurich dell’azienda altoatesina Unterortl ha proposto a sorpresa un assaggio alla cieca di 2 campioni del suo ‘Castel Juval’ 2006, chiedendo ai presenti di esprimere una preferenza e svelando solo alla fine che il favorito era stato tappato con chiusura a vite anziché con sughero. “Un modo simpatico e generoso per condividere con noi un esperimento di grande interesse – ha commentato il Presidente dei Vignaioli appenninici, che in conclusione ha calorosamente ringraziato l’Unione dei Comuni del Mugello, che sostiene l’Associazione dalla nascita, e Federico Ignesti, sindaco di Scarperia, il quale, oltre ad ospitare la presentazione, ha voluto donare ad ogni vignaiolo due volumi sulla storia del Comune e sulla tradizionale lavorazione dei coltelli.
LE AZIENDE ASSOCIATE
Casteldelpiano, Licciana Nardi (Lunigiana)
Podere Còncori, Gallicano (Garfagnana)
Macea, Borgo a Mozzano (Garfagnana)
Podere Fortuna, San Piero a Sieve (Mugello)
Il Rio, Vicchio (Mugello)
Terre di Giotto, Vicchio (Mugello)
Il Lago, Dicomano (Mugello)
Frascole, Dicomano (Mugello)
Podere della Civettaja, Pratovecchio (Casentino)
MANIFESTO DEI VITICOLTORI
I Viticoltori di pinot nero dell’Appennino toscano, mossi dalla passione per le loro vigne e per le loro montagne, trovano buona cosa collaborare assieme per raggiungere i seguenti scopi:
a) migliorare la qualità dei rapporti umani, tra persone che condividono la stessa passione, sotto il segno dell’amicizia, dell’impegno, dell’onestà e della convivialità
b) conoscere realtà diverse dell’Appennino toscano per aumentare la consapevolezza della propria peculiarità
c) effettuare scambi di esperienze, degustazioni collettive, con lo scopo di comprendere reciprocamente meglio i contorni del proprio lavoro
d) condividere la pratica o il semplice interesse per l’agricoltura biologica e biodinamica e per la tutela del territorio montano
e) mantenere aperta la possibilità di collaborare per unire i singoli sforzi nel settore promozionale e comunicativo
f) valorizzare i prodotti degli associati, ottenuti in accordo con la filosofia dell’Associazione
g) avere la possibilità di parlare con un’unica voce nei confronti delle varie amministrazioni pubbliche
h) dimostrare la vocazione del territorio montano dell’Appennino toscano per la produzione di pinot nero varietale e qualitativo
i) diffondere, nell’immaginario collettivo, la realtà appenninica toscana come territorio vocato al pinot nero
j) creare le condizioni per realizzare un percorso turistico (artistico, culturale, storico, paesaggistico) ed enogastronomico attorno alle aziende
k) organizzare regolarmente una rassegna (a rotazione nelle diverse valli montane) per promuovere i prodotti della montagna attorno al pinot nero
l) favorire la ricerca scientifica e la formazione professionale legate alla viticoltura montana.


